Kim Dotcom: scuse neozelandesi e lancio di Megabox

Megabox

C’è già chi parla di una conversione di Kim Dotcom alla legalità con un progetto simile a tanti altri, ma la strada intrapresa dal papà di Megaupload non ripercorrerà gli stessi passi di quella di Shawn Fanning con Napster. Cosa significa? Niente sito web di file hosting aperto al caricamento alla condivisione illegale di contenuti (musica, film, ecc), com’era Megaupload, ma una piattaforma dove saranno gli artisti a voler essere presenti per vedersi riconosciuti compensi più alti.

Come è possibile ottenere tutto ciò se gli utenti potranno ascoltare musica gratis? Con la pubblicità. Secondo TorrentFreaks, infatti, associata a Megabox ci sarà l’applicazione Megakey che, una volta installata dall’utente, manderà in rotazione alcuni banner pubblicitari che consentiranno a Megabox di pagare gli artisti e trattenere una percentuale per autofinanziarsi. Per i non amanti della pubblicità, inoltre, sarà disponibile una versione di Megabox in stile store, dalla quale acquistare i brani.

Niente di più semplice, quindi, anche se i dubbi riguardano la portata degli incassi pubblicitari, la cui misura si potrà avere solo in base al traffico sviluppato da Megabox. Va detto che la notorietà di Kim Dotcom e di quello che un tempo fu Megaupload potrebbe, almeno all’inizio, garantire il bacino di utenti necessario al lancio del prodotto.

A proposito di Kim Dotcom, alias Kim Schmitz, proprio in queste ore ha incassato le sentite scuse del primo ministro neozelandese John Key per l’attività di spionaggio compiuta nei suoi confronti nel 2009. In sostanza, le autorità hanno ammesso che il The Government Communications Security Bureau (GCSB) ha agito senza avere le necessarie autorizzazioni.

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