Liberi i domini di primo livello: addio al .com costerà caro

Internet

L’Icann lo prometteva da tempo ed il momento è arrivato con tutta la sua carica di novità. L’ente preposto alla gestione della Rete ha dato il via alla nuova era di Internet, in cui si passa dai circa 270 domini di primo livello disponibili fino a poche ore fa, a una scelta pressoché infinita.

Una bella novità o c’è rischio di confusione? E’ ancora presto per dirlo e i 185.000 dollari richiesti per una “targa personalizzata” rappresentano un discreto deterrente al far west del Web. E’ dunque probabile che ad approfittare della liberalizzazione dei domini di primo livello siano, almeno per il momento, le grandi città, gli stati e le multinazionali che raccolgono più brand.

Quello del prezzo, giustificato anche dall’istituzione di una sorta di doppio fondo di garanzia, non è l’unico filtro imposto dall’Icann. Per attivare un nuovo dominio, infatti, il soggetto richiedente deve avere almeno una certa attinenza con il nome scelto. Solo per fare un esempio, il “.cocacola” non finirà nelle mani di Pepsi e viceversa.

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