Paola Ferrari: dal sogno europeo all’incubo Twitter

Paola Ferrari a Stadio Europa

Paola Ferrari scende in campo e, da brava giornalista sportiva, lo fa entrando a gamba tesa sugli utenti di Twitter. Il motivo? Troppi sberleffi, espressi a suon di Tweet, su presunti lifting e sull’età non più giovanissima. Nella sua campagna per “un’informazione più civile”, annunciata durante il programma web di Klaus Davi – la Ferrari ha spiegato: “Sì sempre alla libertà di critica, No alla libertà di insulto e diffamazione vigliacca e, soprattutto, anonima”. Sentita lesa la sua immagine, personale e professionale, Paola Ferrari ha dunque annunciato una richiesta di risarcimento nei confronti di Twitter (sì il social network e non i singoli utenti), specificando che l’eventuale ricavato sarà devoluto ai terremotati dell’Emilia.

Inutile dire che su Twitter è già partita la controffensiva degli utenti a suon di hashtag #Quereloconpaola e che questa stia prendendo velocemente piede su tutto il social network, almeno tra gli utenti italiani, ma la questione sollevata da Paola Ferrari non è certo nuova e, a dire il vero, ancora irrisolta. Dove finisce la libertà sul web? Sicuramente “più in là” rispetto ai limiti della vita reale: per la lentezza della legge che solo ora si sta adeguando a molestie e diffamazione via web o perché nessun legislatore vuol prendersi la briga di porre paletti alla nuova icona della libertà?

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