Social network e politica: serve più coinvolgimento delle persone

Twitter

I social media sono semplicemente una vetrina politica o possono diventare uno strumento di incontro e crescita per politici e cittadini? A quanto pare, i tempi non sono ancora maturi per il secondo passaggio, quello più atteso. Difficile dire quanto sia colpa dei social network “tradizionali”, generalisti per natura, e quanto di quel distacco creatosi con il sentimento dell’antipolitica, fatto sta che chi i rappresentati del popolo, nonostante i social network, sono ancora troppo distanti dagli elettori.

Così, mentre sul web italiano si affacciano piattaforme come UnicaVox e OpenSocial, dagli Stati Uniti emerge un panorama attuale, descritto dal centro specializzato Pew Research, in cui il 36% degli utenti ritiene importante ricevere aggiornamenti dai politici attraverso i social network, ma raramente si presta al dibattito. Ben 8 utenti su 10, tra gli iscritti di Twitter, Facebook e Google+, dichiarano infatti di avere postato poco o niente riguardo ai temi politici, nonostante il periodo di elezioni presidenziali.

Social network poco adatti alla discussione o il distacco tra la politica dei palazzi e quella partecipata è ancora così ampio? A guardare l’intensa attività dei politici italiani, soprattutto i rappresentanti dei maggiori partiti, da noi qualcosa si sta muovendo nel rapporto tra cittadini e politici, anche se spesso si tratta di interazioni tra esponenti di un’area e i loro simpatizzanti. Da Renzi a Casini, passando per Grillo e Di Pietro, senza dimenticare Maroni e Bersani, tutti o quasi hanno un profilo social attivo che affianca a siti e blog di partito, anche se le discussioni, peraltro come sta avvenendo negli USA, sembrano più dei micro-slogan lanciati al pubblico e raccolti, slavo nel caso di provocazioni nei confronti degli avversari, senza particolari reazioni dalla gente. Cosa opposta, invece, avviene negli incontri Web che si stanno diffondendo negli USA, dove le persone dimostrano di voler partecipare al dialogo con il politico di turno. Chissà allora che una maggiore consapevolezza degli strumenti internet già a disposizione dei cittadini, ma anche dei politici locali, al di là dei siti di partito e dei social network generalisti, non aiuti a far diventare un evento isolato in un nuovo fenomeno permanente. In fondo, la “vera politica” si nutre di dibattito.

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