Amy Winehouse uccisa dall’alcol, letale dopo la rehab

Ad introdurre Amy Winehouse nell’ormai tristemente noto “club dei 27”, quello degli artisti scomparsi a 27 anni, è stato il cosiddetto “stop and go”, ovvero un improvviso e massiccio ritorno all’alcol. Da tempo alle prese con una difficile “rehab”, Amy si era lasciata andare e in quella sera di Camden Square ha ingerito tanto alcol da innalzare il proprio tasso alcol nel sangue a 416 mg per 100 ml: quasi cinque volte superiore a quello consentito per la guida.

Non erano in molti a credere nell’ipotesi della morte per “cause naturali”, peraltro più volte ribadita dal padre della cantante. Subito dopo la morte, infatti, una persona aveva affermato ai giornali di aver visto qualcuno cedere delle sostanze stupefacenti ad Amy Winehouse.

Vero o no, ad uccidere la star non è stata la droga, ma la vodka. Dalle ricostruzioni degli agenti inglesi è subito emerso che vicino al corpo senza vita della 27enne cantante c’erano alcune bottiglie vuote della bevanda.

Appassionato di Musica?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Musica:

    Ancora nessun commento

JUGO > Musica > Amy Winehouse uccisa dall’alcol, letale dopo la rehab