Emilie Autumn, la bella e dannata musicista violin industrial

Nata a Los Angeles il 22 settembre 1979, inizia a suonare il violino all’età di 4 anni, a 8 si esibisce come violinista solista in un’orchestra e a 10 lascia la scuola per alcuni problemi e incomprensioni con gli insegnanti e i compagni di scuola.

Da qui fino ai 15 anni, la Autumn frequenta lezioni private e si esercita per 8 ore al giorno. In questo periodo nasce il suo amore per la letteratura, che sarà poi coronato da due raccolte di poesie, “Across The Sky & Other Poems” e “Your Sugar Sits Untouched”, e il libro semi-autobiografico “The Asylum for Wayward Victorian Girls”.

A 15 anni vince un posto nella prestiogiosa “Scuola di Musica dell’Università dell’Indiana”, ma due anni più tardi ha già abbandonato gli studi in seguito a gravi dissapori con i suoi insegnanti.

Alla giovane età di 18 anni pubblica il suo primo album “On a day: Music for Violin & Contiguo”, chiamato così perché registrato proprio in un solo giorno. Al 2001 risale il secondo album “Enchant”, che amalgama diversi stili musicali, (pop, rock, new age), e che viene definito “fantasy rock” dalla stessa artista. Lo stesso anno partecipa con una band di supporto al tour della cantante Courtney Love, leader degli Hole. Dal 2006 si afferma nella scena musicale  con l’acclamatissimo “Opheliac”, molto più aggressivo del precedente album. È proprio qui, infatti, che cominciano a notarsi i numerosi problemi dell’artista. Affetta dal disturbo bipolare e vittima di abusi sessuali, Emilie esprime la sua rabbia e il suo rancore servendosi di un originale stile musicale: il violin industrial, o come lo definisce lei “victorian industrial”. I rimandi all’epoca vittoriana, nello stile scenico e nel modo di vestire sono, infatti, assai frequenti e di grande effetto, tanto che rappresentano la vera e propria firma dell’artista. Altri album di rilievo sono “Laced\Unlaced”, completamente strumentale, e il più recente “Fight Like A Girl”, che funge da colonna sonora per il suo libro.

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