M B V: finalmente il nuovo disco dei My Bloody Valentine

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Un ritorno che è stato atteso per più di vent’anni da tutti gli affezionatissimi fan del gruppo, che con il passare del tempo non hanno fatto che aumentare. Il loro precedente lavoro, Loveless, risale infatti al 1991, e li ha consacrati come uno dei più importanti e influenti gruppi del panorama rock degli anni ’90, nonchè come fondatori dello shoegaze. Se c’è una cosa di cui si può essere sicuri, è che con M B V i vecchi fan non hanno di che restare delusi. Il suono della band irlandese non è cambiato con gli anni, così come la loro formazione, che vede la presenza degli stessi componenti dei due precedenti dischi. A fare da padrone sono ancora una volta i tappeti di effetti che si stendono in ogni pezzo, con distorsioni e riverberi che fanno da sfondo alle voci di Kevin Shields e Blinda Butcher.

La prima cosa da dire, ascoltando il disco, è che per quanto numerosi possano essere stati nel corso di questi anni i gruppi che si sono rifatti al loro stile, con M B V i My Bloody Valentine si sono da subito riconfermati come padroni assoluti dello shoegaze. Fin dalla prima traccia, She found now, ritroviamo le stesse atmosfere sognanti con cui ci avevano cullato venti anni fa con Loveless, e che proseguono anche nelle successive due tracce del disco, Only tomorrow e Who sees you. Con Is this and Yes e le successive If I am e New you, invece il gruppo sembra, pur mantenendo sempre il proprio filo conduttore, avvicinarsi però verso una deriva più pop, per poi ritornare sulla propria linea e con una maggiore grinta che va via via crescendo da In another way alla strumentaleNothing is, fino ad esplodere nel finale con la (meravigliosa, appunto) Wonder 2.

My Bloody Valentine suonano insomma esattamente come suonavano come venti anni fa. E se questo può essere considerato sia un pregio che un difetto, dal momento che da un attesa di quasi un quarto di secolo forse ci si sarebbe potuti aspettare un qualcosa di leggermente diverso, contemporaneamente però ritrovare quelle sonorità che li hanno resi i padrini assoluti dello shoegaze è un toccasana, un vero e proprio salto nel passato che non può non emozionare sia i nuovi che i vecchi fan della band.

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