Negrita Unplugged

Negrita_Unplugged

Da un palco tanto simbolico delle vicende italiane degli ultimi anni, popolate di cricche e “furbetti”, Pau e compagni hanno cantato parole di rabbia e sdegno, non senza senso di speranza e riscatto; quella rabbia che ha sempre accompagnato i Negrita, fin da alcune canzoni del loro primo omonimo album, datato 1994.

Fu quello l’inizio di un percoso di rock senza compromessi, spesso duro, sempre sincero, come i loro testi, dalle immagini evocative sempre decise. Basti dare uno sguardo ai titoli dei loro lavori, quali“Radio Zombie” o gli ultimi due,“Helldorado”  “Dannato Vivere”, insomma un insistito richiamo ad una condizione esistenziale di sofferenza ed esclusione, un grido prolungato dai luoghi d’ingiustizia e privazione, proprio come L’Aquila o quei Sud del mondo, verso cui i Negrita “rotolavano” in una delle loro più celebri canzoni. Tuttavia, è stato sempre presente anche un anelito alla ribellione e a rialzarsi, perché l’uomo sogna sempre di volare, come dal titolo del loro album del 2005.

Una forza, quella del rock tutto italiano dei Negrita, che non viene meno neanche nella versione unplugged, che dà il nome al loro attuale tour (“Negrita Unplugged 2013″, appunto). Infatti, la band sta calcando i palcoscenici, per loro un po’ insolito, di molti prestigiosi teatri italiani, sulla falsa riga di molti altri artisti rock che in tale versione “soft” si sono recentemente cimentati (vedi Subsonica). Ora, Pau e la sua band si stanno esibendo in un contesto più tradizionale, quale il Palariviera di San Benedetto del Tronto, nelle Marche, regione da dove è partito il tour, al Teatro Comunale di Cagli, e dove torneranno a breve (il 16 marzo), in un altro teatro, quello de “La Fenice” a Senigallia.

Per info sulle date del concerto: TicketOne

 

 

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