Oasis: tra il britpop e il mito dei Gallagher

IL BRITPOP E IL SUCCESSO MONDIALE

E’ il 1991 quando due fratelli, provenienti dalla difficile periferia di Manchester, fondano gli Oasis. La voce di Liam è unica, graffiante, la personalità dell’artista non è da meno. Noel il genio, il leader assoluto della band, non può che essere il compositore e lo scrittore dei brani. Il successo arriva nel 1994 con il primo album “Definitely Maybe”, la consacrazione con il secondo “(What’s The Story) Morning Glory?” che venderà circa 25 milioni di dischi in tutto il mondo. La band raggiunge il successo planetario attraverso canzoni quali ” Wonderwall ”,”Champagne Supernova“,”Live Forever“,” Don’t Look Back In Anger“, con uno stile musicale un po’ beatlesiano (forse più) un po’ legato al rock sperimentale britannico degli anni ’80, tanto da meritare ben presto una posizione predominante nel panorama del britpop, il filone del rock britannico degli anni ’90.                                                                                                                   Chi ha fratelli o sorelle sa però quanto sia difficile condividerne a lungo qualcosa ed è ciò che conobbero ben presto i Gallagher all’ apice del successo. Personalità contrastanti, perennemente in contrasto (alcool e droghe facevano il resto), i loro litigi con annessi abbandoni della band da parte di Noel furono sulle prime pagine per diversi anni. Ciò fino al 2009, quando un ulteriore screzio porterà al definitivo abbandono della band da parte di Noel e alla fine dell’epopea degli Oasis.

PRESENTE E FUTURO

Il presente è storia conosciuta. Dai membri rimasti rinascono in breve i Beady Eye di Liam, mentre Noel intraprende la carriera solista supportato dai Noel Gallagher’s High Flying Birds. Oggi i due vivono con passione i rispettivi progetti e mantengono rapporti estremamente distaccati, eppure c’ è chi ritiene che la possibilità nel 2015 di una reunion per i 20 anni di “(What’s The Story) Morning Glory?” sia ben accolta dai due fratelli. Auspichiamo quindi che, come accade spesso tra fratelli, possano lasciarsi alle spalle le vecchie ruggini tornando ad appendere su quel “muro delle meraviglie” nuovi capolavori.

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