Tornano gli 883 di Max Pezzali e Mauro Repetto: per ora solo idee

Max Pezzali

Che fine ha fatto il biondino degli 883? La domanda torna puntuale dal lontano 1994, quando Mauro Repetto fece l’ultima apparizione ufficiale al fianco del collega e amico Max Pezzali. Da allora il buio o poco più, con collaborazioni che si sono protratte fino al 1997 e una breve apparizione pubblica l’anno successivo, durante un concerto degli 883 a Milano. Da quel momento, gli 883 sono diventati Max Pezzali e viceversa, tanto più che nel 2004 il buon Max decide di abbandonare definitivamente (sarà davvero così?) quel nome legato alla passione motociclistica per dare vita alla sua nuova carriera solista. Erano i tempi di “Love/Life, l’amore e la vita al tempo degli 883” e “Il mondo insieme a te”: una fase di transizione.

Arriviamo così ai giorni d’oggi, accompagnati sempre dalla stessa domanda: Che fine ha fatto il biondino degli 883? Ora una risposta c’è e non serve andarla a cercare tra indiscrezioni e leggende. Mauro Repetto è tornato e non è da escludere una reunion degli 883.

A confessarlo è proprio il 43enne biondino genovese, intervistato da Vanity Fair insieme all’amico ed ex compagno di avventura (sarà davvero così?) Max Pezzali, in occasione dei 20 anni dal grande successo di “Hanno ucciso l’uomo ragno”.

La domanda allora cambia e diventa: perché gli 883 si sono sciolti? “Quando Mauro mi ha detto: Max io parto, vado a Miami, mi sa che non torno, io ho pensato al racconto I Langolieri di Stephen King – confessa Maz Pezzali -, dove si parla di quei pesci degli abissi che sopravvivono solo in condizioni ostili: senza luce e schiacciati da una pressione fortissima. A lui era successa la stessa cosa, finché stavamo nella nostra cantina a comporre e suonare, finché anche noi eravamo schiacciati dalla pressione fortissima dell’incertezza, è stato bene. Poi il successo ci ha risucchiati verso l’alto e lui ha sentito che non si teneva più insieme. Come potevo dirgli: rimani?”.

La palla passa ora al biondino degli 883, ovvero a Mauro Repetto. Perché questa fuga improvvisa? “Non ero all’altezza della situazione. Giù dal palco eravamo 50 e 50, portare questa collaborazione sulla scena era impossibile, e allora io, mentre Max cantava, saltavo perché non potevo fare altro – spiega quello che, in pochi lo sanno, ha messo la firma su molti dei brani celebri degli 883 -. Quando siamo arrivati a giocare in Serie A, non ne avevo la capacità né soprattutto la maturità. La mia fragilità estrema ha aperto la via ai brutti incontri. Mi sono circondato di persone sbagliate, sono andato alla deriva”.

Si parla di fughe in Francia, negli USA … dove di preciso? “In America. Mi ero innamorato di una modella, Brandy, vedendola su un giornale. Vado a Miami con uno che lavorava all’Hollywood, che potrebbe presentarmela. Brandy la conosco, ma non mi caga minimamente, e allora dopo sei mesi torno in Italia con due compositori neri americani che fanno risse tutte le sere”.

Poi è la volta di Parigi, con tanto di avventura a Disneyland confermata dallo stesso Mauro Repetto: “A un certo punto salta fuori che a Disneyland Parigi cercano un cowboy: il posto è mio. Adesso non faccio più il cowboy, organizzo eventi speciali”.

Una vita avventurosa e da perfetto giramondo, quindi, ma Max come prese quell’addio? “L’unico mio dolore riguardo a quella sua scelta è che all’inizio, senza di lui, non mi divertivo assolutamente più a fare musica. Sentire l’accordo della chitarra nel silenzio mi dava l’ansia”.

Dalla rottura, Max e Mauro si sono incontrati solo due volte e senza una particolare voglia di riprendere vecchi discorsi. La svolta nel novembre scorso, a Parigi., quando una cena si trasformò in quattro ore di intensa conversazione. Ora il ritorno degli 883? I fan lo desiderano, Max Pezzali e Mauro Repetto ci pensano: “Buttiamo giù idee, l’abbiamo sempre fatto. Abbiamo ricominciato a ragionare insieme, chi lo sa”.

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