Alcol e giovani: preoccupa la fascia 25-34 anni, ancora binge drinking

Alcol

In particolare, nel contesto italiano delle bevande alcoliche (vino o birra), spesso confinate ai soli pasti, continuano a preoccupare alcuni fenomeni marcatamente giovanili come il binge-drinking, l’ormai nota e deprecabile usanza di ingerire elevate quantità di bevande alcoliche in tempi brevi con l’obiettivo di “sballarsi”.

Sempre a proposito di giovani, i consumi di alcol sono comunque stabili o in calo nelle diverse fasce, ad accezione di quella che va dai 25 ai 34 anni, dove all’aumento delle diverse tipologie di bevande si è associato anche un maggiore abuso delle stesse. Ad ogni modo, dall’indagine emerge un apprezzabile ritorno a consumi accettabili con l’avanzare dell’età.

Rimanendo in tema di ricerche del Censis, è di inizio mese il rapporto sul fumo, un’altra piaga sanitaria e sociale del nostro tempo. Dall’indagine è emerso che in Italia fuma il 23% delle persone, molte delle quali sono consapevoli dei rischi legati al fumo (circa due terzi li giudicano molto gravi e un altro 30% li considera abbastanza seri), ma fumatori “per scelta”.

Da sottolineare il rapporto degli italiani con le crude avvertenze sui pacchetti di sigarette: il 44,5% degli italiani le ritiene adeguate, il 10% le considera eccessive, mentre per il 45,5% sono insufficienti. E sull’ipotesi di seguire gli esempi esteri di immagini shock, l’opinione comune è per il no: per nulla efficace secondo 18%, poco efficace per il 54%, positiva per il 28%. E se la lotta al fumo continuo, lo stato continua comunque a fare cassa: 14 miliardi di euro l’anno di gettito fiscale dal commercio legale dei tabacchi.

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