Con la stimolazione elettromagnetica si può eliminare la dipendenza dalla cocaina

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Fin dai tempi antichi, piante dalle proprietà allucinogene sono state utilizzate per curare svariate patologie o per generare stati alterati di coscienza. La cocaina è un prodotto naturale, in quanto viene estratta da due piante spontanee presenti nell’America Latina, le cui foglie venivano masticate dagli Incas per stimolare l’immaginario con scopi rituali correlati al sacro e alla visione mistica.

L’uso di allucinogeni nella società moderna ha obiettivi ben diversi: la cocaina, uno dei più potenti stimolanti naturali del sistema nervoso, viene oggi utilizzata per ottenere una immediata sensazione di euforia  e sicurezza con conseguente maggiore facilità al dialogo e miglioramento delle prestazioni sul lavoro. L’effetto è però di breve durata e a lungo andare l’uso della sostanza induce nel soggetto, oltre alla dipendenza,  gravi scompensi a livello psichico quali paranoia, allucinazioni, disorientamento, insonnia, isolamento sociale e comportamenti aggressivi.

Anche gli effetti a livello fisico non sono da sottovalutare: nell’immediatezza l’inalazione di cocaina in polvere provoca costrizione dei vasi sanguigni, aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa e a lungo andare  lesioni gravi all’interno della mucosa del naso  e alterazioni a livello cerebrale che privano il cervello di importanti funzionalità.

Sconfiggere la dipendenza dalla cocaina è molto difficile e per alcuni pazienti i danni strutturali e funzionali al cervello risultano irreversibili.  Lo scienziato italiano Antonello Bonci che dal 1998 lavora al National Institute on Drug Abuse a Baltimora negli USA, sapendo che la zona dell’encefalo alla base di questa dipendenza è la parte di corteccia prefrontale chiamata area prelimbica, ha effettuato una sperimentazione  su topi da laboratorio resi cocainomani. Colpendo con un raggio laser la corteccia cerebrale delle cavie è riuscito ad attivare i neuroni  che la cocaina aveva danneggiato e a cancellare all’istante l’urgenza incontrollata di drogarsi. Al contrario, su topi non cocainomani spegnendo gli stessi neuroni con il raggio laser è stata attivata la dipendenza.

Sull’uomo si può ottenere un  effetto molto simile a quello indotto dalla luce laser utilizzando la stimolazione magnetica transcranica (TMS), metodo indolore  e non invasivo già in uso per la cura della depressione e di altri disturbi di competenza neuropsichiatrica. In Italia la sperimentazione per l’utilizzo della TMS nella cura della dipendenza da cocaina sta prendendo avvio con la collaborazione di centri che fanno capo al Dipartimento politiche antidroga. Si pensa che il progetto vedrà la sua conclusione per la fine dell’anno.

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