Emocromatosi, come riconoscerla e curarla

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L’Emocromatosi è una malattia caratterizzata dall‘accumulo di ferro nell’organismo e colpisce prevalentemente le persone del Nord Europa ma anche in Italia si stima che si ammalino 2-5 persone su 1000 ed è anche conosciuta come diabete bronzino . Si eredita da entrambi i genitori che trasmettono i geni malati oppure si diventa “portatori” se l’ eredità arriva da uno solo di loro.

Il ferro, metallo molto importante per il nostro organismo, fra le altre funzioni permette ai globuli rossi di trasportare l’ossigeno in circolazione nel sangue ma è pur sempre un metallo e, se ne abbiamo una quantità eccessiva nell’organismo, diventa tossico. Per quanto riguarda l’Emocromatosi il ferro si accumula in modo abnorme e progressivo nei vari organi e tessuti del corpo creando così danni irreversibili.

Nel fegato l’accumulo di ferro causa la cirrosi, nel pancreas origina il diabete mellito, nel cuore può essere alla base di aritmie e scompenso cardiaco,  a livello delle ossa può provocare l’osteoporosi mentre nei testicoli si arriva all‘impotenza. I sintomi principali per riconoscere questa malattia sono: l‘astenia, letargia, perdita di peso, perdita delle mestruazioni e della libido, dolori addominali ed articolari.

In caso di sospetto di malattia o di anamnesi familiare positiva si dovrà fare una serie di esami per vedere il dosaggio del ferro nel sangue, della transferrina (proteina che trasporta il ferro) e dellaferritina (proteina di deposito del ferro) e, se le analisi risultano alterate, la diagnosi andrà confermata solo dopo aver eseguito una TAC, una risonanza magnetica, l‘ecocardiogramma e l”analisi molecolare del gene HFE  ma , per una certezza matematica, si dovrà eseguire una biopsia al fegato.

L‘Emocromatosi si cura con le tecniche della medicina antica. Verrà eseguito un salasso di 400-500 ml di sangue ripetuto settimanalmente fino a raggiungere valori ottimali di questo metallo e in seguito andrà ripetuto circa ogni tre mesi. Il salasso è una tecnica di “emorragia terapeutica” che riduce la quantità di ferro stimolando l’organismo a produrre dei nuovi globuli rossi usando il ferro in eccesso.

Per quanto riguarda la dieta dovrà essere ridotta l’assunzione di alimenti che contengono ferro (carne rossa, frattaglie, crostacei ecc.), abolire il vino rosso mentre è consigliata molta frutta, verdura, gli alimenti integrali e ricchi di fibre che aiutano a ridurre l’assorbimento del ferro nell’intestino. Naturalmente esistono anche farmaci che agiscono legandosi al ferro per poi eliminarlo tramite le urine e sono classificati “chelanti” ma il salasso resta sempre la miglior cura per questa malattia.

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