Scoperto il gene delle lunghe dormite: si chiama ABCC9

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Passare qualche minuto in più sotto le coperte non è semplicemente sinonimo di pigrizia. Secondo un team di ricercatori scozzesi e tedeschi, dell’Università di Edimburgo e della Ludwig-Maximilians di Monaco, esiste un gene capace di condizionare la durata del sonno.

In particolare, i soggetti che presentano il gene ABCC9 sono tendenzialmente portati a dormire circa mezz’ora in più rispetto agli altri. Questa scoperta è frutto di uno studio che ha coinvolto più di diecimila cittadini europei, italiani compresi, ai quali è stato chiesti di indicare le abitudini in fatto di sonno. I ricercatori hanno poi confrontato le informazioni relative a ciascun soggetto con le relative analisi del sangue, fino a scoprire che i “più dormiglioni” presentavano nella gran parte dei casi il gene ABCC9 nel DNA.

L’osservazione è stata poi confermata dalle ricerche di laboratorio che hanno preso in esame i moscerini della frutta, dove il gene in questione sembra avere effetti simili a quelli rilevati nell’uomo. Come accennato ad inizio articolo, la scoperta degli effetti del gene ABCC9 arricchisce ulteriormente la lunga lista dei fattori che incidono sulla durata e sulla qualità del sonno e che vengono costantemente studiati dagli scienziati nella ricerca di cure contro l’insonnia.

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