Grazie ad un microchip è finalmente possibile eseguire analisi complesse del sangue in pochi secondi

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Alcune analisi del sangue richiedono l’impiego di procedure complesse ed implicano una ventina di passaggi, dal momento del prelievo del campione da analizzare fino alla consegna del risultato al paziente o al medico che le aveva richieste. Tutto ciò si traduce in snervanti attese per i malati, della durata di giorni o addirittura settimane, e in alti costi per il Servizio Sanitario Nazionale.

Per snellire queste procedure, sono attualmente in fase di sperimentazione due progetti che presto rivoluzioneranno le tecniche di laboratorio:  il programma DNA on disk, realizzato da un gruppo di aziende private ed istituti scientifici italiani in partnership con un istituto di ricerca tedesco, finanziato dal nostro Ministero della Ricerca per il triennio 2013-2015 e il programma Microactive(Automatic detection of desease related molecular cell activity) finanziato dalla Unione Europea.

Grazie a software sofisticati progettati nell’ambito delle microtecnologie e biotecnologie, è ora possibile dopo avere prelevato al paziente una sola goccia di sangue o poche cellule nel caso che il materiale da analizzare venga estratto dalla cervice uterina della donna,  ottenere in pochi secondi  la misurazione di numerosi parametri  connessi alla ricerca di batteri, virus, proteine e marker tumorali. I risultati ottenuti sono affidabili e precisi quanto quelli di un grande laboratorio modernamente attrezzato e possono essere immediatamente trasmessi anche a grandi distanze.

Questo esame può essere attuato anche da personale non medico, previo corso di preparazione, e abbisogna di uno spazio di lavoro ridottissimo, poiché si realizza semplicemente con l’utilizzo di undecodificatore delle dimensioni di un personal computer, nel quale va inserita una card dotata di microchip su cui si va a posare la goccia di sangue del paziente.

La facilità di utilizzo, l’attendibilità, i tempi di risposta rapidissimi e i costi contenuti  caratteristici di questa tecnologia consentiranno presto di realizzare utilissimi esami di screening su intere popolazioni:  il Partito Comunista di Pechino si è già interessato al progetto italiano, poiché permetterebbe di  raggiungere a basso costo via etere  ben 200 milioni di abitanti delle zone rurali attualmente sprovviste di laboratori di analisi, consentendo di verificare in pochi secondi le condizioni dei pazienti a grande distanza.

Le potenzialità di questa tecnologia sono enormi anche nei riguardi della ricerca di malattie genetiche, poiché il microchip è in grado di decodificare il DNA dei pazienti e di individuarne le varianti.

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