Grazie al metodo Zamboni si può migliorare la qualità di vita dei malati di Sclerosi multipla

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La Sclerosi multipla è una malattia di tipo autoimmune che tende a danneggiare i canali di comunicazione tra il cervello ed  il midollo spinale. Le sclerosi sono lesioni della materia bianca perfettamente visibili, nei pazienti affetti da questa patologia cronica, durante una Risonanza magnetica di encefalo e collo.

A tutt’oggi non si sa ancora molto di questa malattia demielinizzante, la quale compromette seriamente la vita sociale degli individui che ne sono affetti,  a causa della varietà dei sintomi neurologici che le terapie convenzionali sono in grado di mitigare solo in parte. La Sclerosi multipla ha un andamento altalenante durante la vita degli individui che ne sono affetti, alternando periodi di relativo miglioramento a periodi di crisi durante i quali i pazienti possono presentare sintomi invalidanti tipo: estrema debolezza muscolare, formicolii agli arti, scosse elettriche lungo la colonna vertebrale, difficoltà di deambulazione, calo della vista, paralisi facciale e disturbi vescicali ed intestinali.

Già nel 1863 si cominciò ad ipotizzare una correlazione tra la Sclerosi multipla e una malformazione che tende ad occludere le vene giugulari e la vena azygos,  che oggi viene chiamata Insufficienza Cronica Venosa Cerebrospinale (CCSVI). Il  95% dei malati di Sclerosi multipla presenta proprio questa malformazione che comporta una piccola incidenza anche in persone sane.

Il professor Paolo  Zamboni, angiologo di Ferrara, per individuare la CCSVI consiglia di sottoporre i pazienti ad un Eco color doppler eseguito secondo canoni specifici  o ad una flebografia. Laddove venga diagnosticata la malformazione dei vasi venosi del collo, si esegue sul paziente una angioplastica con palloncino che in molti casi risolve l’ostruzione.

In Italia le persone affette da Sclerosi multipla sono 63.000. Per qualche tempo il metodo Zamboni è stato praticato in 28 ospedali pubblici e in 16 strutture private e il 99% dei pazienti operati  di CCSVI risultava affetto anche  da Sclerosi multipla. Il Consiglio Superiore di Sanità, per seguire un corretto protocollo di sperimentazione sulla correlazione tra Sclerosi multipla e CCSVI,  ha stabilito che d’ora in poi gli interventi non potranno più essere eseguiti negli ospedali pubblici ma solo in studi clinici controllati, su pazienti scelti con rigidi criteri. Il metodo resta ancora attivo in qualche struttura privata.

Finora grazie al metodo Zamboni la metà dei pazienti operati affetti da Sclerosi multipla è potuta tornare a svolgere una vita perfettamente normale grazie alla remissione di quasi tutti i sintomi. Il danno neurologico di base in realtà permane, quindi non si può parlare di vera e propria guarigione, anche se recentemente la signora Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, dopo essere stata sottoposta al metodo Zamboni si è detta completamente guarita.

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