Il disturbo ossessivo compulsivo è come una droga

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  • “Liberi da ossessioni- Manuale praticol sul disturbo ossessivo compulsivo” di Lucio Odisei;
  • “Terapia cognitivo- comportamentale nel disturbo ossessivo- compulsivo. Un manuale terapeutico” di Angelika Lakatos e Hans Reinecker;
  • Vincere le ossessioni” di Gabriele Melli;
  • “Ossessioni, compulsioni e continuum ossessivo – Il pensiero scientifico” di P. Pancheri;
  • “Il disturbo ossessivo compulsivo” di L. Ravizza, F. Bogetto e G. Maina;
  • “Il cervello bloccato- Come liberarsi dal disturbo ossessivo- compulsivo” di J. M. Schwartz;

Quelli appena menzionati sono titoli di celebri manuali su ossessioni e compulsioni. L’argomento è quindi chiaro: il disturbo ossessivo compulsivo.

Disturbo ossessivo compulsivo: la testimonianza di Simone

Simone aveva 35 anni ed era ufficialmente diventato ossessivo nel giorno del suo trentesimo compleanno, quando il padre gli aveva affidato definitivamente la gestione di un negozio.

Da allora fu un crescendo di tensione ed ansia. Simone sentiva addosso il peso di un’enorme responsabilità e temeva di commettere errori nelle scelte. Per cui ogni decisione diventava una vera e propria impresa, soprattutto in occasione di nuovi campionari o di saldi.

Simone iniziò ad attuare una serie di rituali compulsivi a cui non riusciva rinunciare. Più precisamente si trattava di rituali che si traducevano in una serie di controlli e conteggi, svolti in fase di chiusura del negozio. A tali atteggiamenti se ne aggiunsero altri, come la paura ossessiva della galera e delle conseguenti precauzioni adottate, al fine di rispettare le leggi. La stessa guida della sua auto diventò un calvario, fino a quando non decise di rinunciarvi per il terrore di poter investire qualcuno senza accorgersene (e pertanto di essere incriminato per omissione di soccorso).

Queste ed altre manie ancora alimentarono il disturbo ossessivo compulsivo di Simone. La situazione si fece così insostenibile e il 35enne capì che era giunto il momento di affidarsi alla psicoterapia. Tra lui e lo psicoterapeuta si instaurò un ottima alleanza e dopo mesi Simone riuscì a prendere coscienza del suo disturbo d’ansia e (gradualmente) a prenderne le dovute distanze.

Cos’è allora il disturbo ossessivo compulsivo?

Simone naturalmente non è l’unico ad aver ceduto alla “droga” delle ossessioni e compulsioni. A tal proposito, pare che il disturbo ossessivo compulsivo colpisce circa il 2,5% della popolazione generale: in altre parole, su 100 neonati, 2-3 persone verranno colpiti dal disturbo. In Italia ne soffrono circa 800.000 persone.

Più nel dettaglio, il DOC può manifestarsi sia durante l’infanzia che nell’età adulta, anche se si registra una maggiore incidenza tra i 15 e i 25 anni. Trattasi di un disturbo d’ansia a tutti gli effetti che tende a cronicizzarsi nel tempo, a fasi altalenanti (difficile infatti guarirne!). In cosa consiste?

Proprio come è accaduto a Simone, chiunque soffra di disturbo ossessivo compulsivo, vive costantemente in uno stato di angoscia e si sente obbligato a pensare o a compiere azioni in modo sintomatico. Tali azioni prendono il nome di compulsioni e sono dettate dalle ossessioni (ovvero idee o pensieri intrusivi, fastidiosi e privi di senso, che insorgono nella mente del soggetto).

Il DOC, oltre a caratterizzarsi per la presenza continua di ossessioni e compulsioni, si caratterizza per:

  • Ripetitività e persistenza dell’attività ossessiva;
  • Sgradevole sensazione che questa stessa attività sia imposta, compulsiva, da mettere “a tacere” con veri e propri rituali.

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