La bicicletta elettrica è un’opportunità sociale da cogliere

Le idee di mobilità, ecocompatibilità e vita urbana stanno attraversando da diversi anni una fase di forte radicalizzazione. L’Unione Europea ha puntato forte su mezzi come la bici elettrica e quella a pedalata assistita per promuovere un nuovo modello urbano, che verte su veicoli a impatto zero e ottimizzazione degli spazi urbani. il tutto, con un occhio e mezzo rivolti agli obiettivi di abbattimento delle emissioni previsti secondo il Piano Europa 20 20 20 che mira, tra le altre cose, alla riconversione elettrica dei mezzi di trasporto pubblici e privati.

Il mercato della bici elettrica

I primi tentativi di lanciare ad ampia distribuzione la bicicletta elettrica tra le abitudini dei cittadini ha dovuto scontrarsi con una serie di limitazioni, su tutte, la scarsa autonomia delle batterie e un design goffo e poco apprezzabile. Le migliorie tecniche ed estetiche degli ultimi anni sono state rapide e tempestive e hanno dissolto lo scetticismo della prima ora; oggi sono sempre di più i cittadini che scelgono di acquistare un pedelec per i propri spostamenti urbani o che stanno pensando di farlo in tempi brevi.

Nel 2016, la e-bike si è consacrata come il mezzo elettrico più venduto al mondo, e le stime parlano di una parabola ascendente che non ha ancora toccato il suo apice. Il settore è dinamico, frizzante e non ancora giunto a piena maturazione: ad oggi, non esiste un vero e proprio mercato unico, ogni Paese adotta normative differenti relative alla potenza erogabile e alla velocità soglia, rendendo difficoltose le esportazioni. Un problema che gli stakeholder puntano a risolvere attraverso la realizzazione di un protocollo comune a livello globale e che dovrebbe essere sancito entro il 2019.

Nel frattempo, l’Unione Europea, insieme al Giappone, si dimostra la realtà con più ampi margini di crescita e l’unica davvero in grado di insidiare – nel medio-lungo termine – la leadership assoluta dei produttori cinesi.

Un nuovo modello di mobilità urbana

I mezzi a trazione elettrica si configurano come il futuro della mobilità urbana, proponendosi come alternative reali ed efficaci all’auto di proprietà e ai mezzi pubblici più canonici. Entro un decennio, l’obiettivo è di rendere le grandi città sempre più simili al modello della smart city, con pochi mezzi alimentati tramite il fossile e sempre più veicoli green; riappropriazione degli spazi grazie a un abbattimento dei mezzi pesanti in circolazione, sostituiti con alternative a impatto zero private o predisposte dalle amministrazioni locali. Il progetto non è utopistico e ha già avuto concretizzazione tramite progetti piloti varati dalla Comunità Europea e che vede tra le partecipanti più convinte anche l’Italia. I prossimi mesi ci diranno di più sul futuro della mobilità, delle nostre città e dello stile di vita che adotteranno i nostri figli.

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