La piezoelettricità per il pacemaker di domani

Medicina

L’utilizzo del pacemaker è desinato ad una rivoluzione in positivo. Lo assicurano l’ingegnere Amin Karami ed il resto dell’equipe dell’Università del Michigan, da tempo al lavoro sul dispositivo medico che per funzionare regolarmente non necessita di batterie, ma attinge l’energia necessaria dal cuore stesso. Come? Attraverso cristalli piezoelettrici, strutture nanometriche in grado di sviluppare elettricità in caso di deformazione meccanica (effetto reversibile), in questo caso ottenuta con il battito cardiaco.

Un pacemaker autosufficiente, quindi, che Amin Karami e i suoi collaboratori contano di mettere a punto nei prossimi mesi. Secondo quanto illustrato al congresso dell’American Heart Association, infatti, al momento gli studi si sono concentrati sul meccanismo che consente di ottenere l’energia necessaria al funzionamento dell’intero apparato. La piezoelettricità, assicurano i ricercatori, coprirà abbondantemente il fabbisogno del dispositivo, cancellando di fatto la necessità delle batterie.

Quali sono i vantaggi? Come accennato, il pacemaker senza batteria sarà una sorta di rivoluzione per il settore. Con gli attuali dispositivi, infatti, ogni cinque o sette anni i pazienti sono costretti a ricorrere all’intervento chirurgico per la sostituzione delle batterie. A trarne vantaggio saranno soprattutto i pazienti più giovani: “Tra i pazienti ci sono molti bambini che devono convivere a lungo tempo con questi apparecchi – ha spiegato Amin Karami -. Quando sarà disponibile questa nuova tecnologia si potranno evitare numerose operazioni chirurgiche”.

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