Le carni sono sostenibili?

Carni sostenibili per un dieta sana ed equilibrata

La carne nell’alimentazione umana: non c’è Paese in cui, a pranzo o cena, la cucina locale non preveda una pietanza a base di carne rossa o bianca. Eppure negli ultimi anni la carne è stata oggetto di numerosi attacchi, a partire da quelli che legano il consumo di carni rosse o lavorate al rischio di patologie.

Emblematico è stato il caso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, attraverso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e con la complicità di mass media forse più attenti a fare audience che informazione, hanno portato alla diffusione di messaggi allarmistici ma scorretti. A partire da quello per cui le carni lavorate (come wurstel o salumi) sono cancerogeno come il fumo, l’amianto o l’arsenico.

Oltre a questo, c’è chi afferma che la carne rappresenti anche un pericolo per l’ambiente, in quanto l’allevamento intensivo sarebbe una delle principali cause di aumento della temperatura globale, il cosiddetto global warming, fenomeno legato alle emissioni di gas serra nell’atmosfera terrestre.

Un’emergenza per l’ambiente e per la salute? In realtà no, per diversi motivi. A livello ambientale, l’assenza di allevamenti porterebbe intere regioni a fenomeni come la desertificazione. O, nelle aree più urbanizzate, a una ulteriore cementificazione dei suoli. A livello nutrizionale, invece, se vogliamo seguire una dieta corretta è innegabile l’importanza della carne, alimento che non a caso fa parte da sempre della dieta mediterranea.

Che fare, dunque? Se vogliamo rispettare sia la salute che l’ambiente pur non rinunciando a una dieta equilibrata e corretta, possiamo far sì che le nostre scelte di consumo della carne siano più consapevoli, meno impattanti e più attente alla qualità della materia prima. In altre parole, possiamo portare sulle nostre tavole delle carni “sostenibili”.

Chi sceglie – per motivi etici o di salute – di nutrirsi in modo completo, può portare in tavola la carne in tutta sicurezza. Infatti, la filiera della carne italiana, ossia l’insieme delle fasi di produzione e trasformazione delle carni fresche e lavorate, mira ad assicurare, anche attraverso rigidi controlli igienico-sanitari e di qualità, che sulle nostre tavole arrivi il miglior prodotto possibile.

La carne sostenibile si ottiene da allevamenti in cui si fa molta attenzione alla qualità dei mangimi, al benessere animale, alla sicurezza e ai controlli sanitari, ma anche al consumo idrico o allo spreco di risorse. Allevamenti in cui si va oltre le disposizioni di legge, e in cui gli scarti e i liquami si usano per produrre energia rinnovabile e si riduce l’uso di combustibili fossili.

In Italia gli allevamenti sostenibili sono una realtà in crescita, sempre più apprezzata dai consumatori: gli animali vengono cresciuti nel rispetto delle loro abitudini e comportamenti. Non è detto che le uniche scelte etiche siano quelle vegetariane o vegane: lo possono essere anche quelle di chi si nutre di carne. Inoltre, i valori nutrizionali delle carni di animali allevati in modo sostenibile sono di migliore qualità, con notevoli benefici sia per il gusto che per la salute.

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