Onde elettromagnetiche cellulari e salute: servizio Report riapre la questione

Cellulare

Siamo tra i paesi al top per numero di cellulari, ma del nostro “amico elettronico” ne sappiamo molto poco. Colpa del disinteresse generale, ma non solo, in quanto è la stessa ricerca scientifica a non averci ancora fornito un quadro chiaro dei pericoli, o presunti tali, legati all’utilizzo del telefonino e, in particolare, alle onde elettromagnetiche.

Ammirevole è stato il tentativo di “Report”, la trasmissione di Rai Tre condotta da Milena Gabanelli, di approfondire l’argomento nel corso della puntata dal titolo “L’onda lunga”, trasmessa domenica 27 novembre. Destinata a fare scalpore, l’inchiesta di “Report” ha fatto luce su un settore ricco di contraddizioni e interessi, spesso in apparente conflitto con la ricerca medica.

In particolare, a “Report” si è ricordato di uno studio svolto nel lontano 1993, agli albori dell’epoca dei cellulari, quando il professore americano Henry Lay (Università di Seattle) è riuscito a dimostrare, attraverso uno studio svolto sugli animali, che le onde elettromagnetiche possono causare “interruzioni del Dna”, ovvero danneggiamenti del codice genetico che sono tra le cause del cancro. Sempre nel corso della trasmissione si è poi indagato sul legame tra alcuni studi scientifici e i costruttori di cellulari, spesso finanziatori di queste ricerche e tendenzialmente pronti a spingere per assegnare un “minor peso” alle scoperte per loro svantaggiose. Allo stesso modo, un ricercatore italiano del CNR ha parlato dell’inattendibilità dello Specific Absorption Rate (Sar), il principale sistema utilizzato per simulare gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sull’uomo. Queste sono state solo alcune delle testimonianze offerte da “Report” e che sono destinate a far discutere… anche se il cellulare “tanto lo utilizzano tutti”.

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