Online anche dalla spiaggia: attenti alla dipendenza da internet

Cellulare

Un tempo c’erano le vacanze estive tra tuffi e passeggiate sul bagnasciuga, il momento più atteso da tutti coloro che avevano trascorso l’inverno davanti al computer dell’ufficio. Oggi, invece, computer sempre più portatili e internet mobile ci seguono anche sotto l’ombrellone e ciò può rivelarsi un limite al desiderio di “staccare”, dalla routine del resto dell’anno e dunque dallo stress.

A sottolinearlo è una ricerca di Esc Team, centro specialistico sulle dipendenze dal web, che ha preso in esame un campione di oltre 1.500 bagnanti, intervistati in alcune delle zone di villeggiatura più rinomate: Porto Cervo, Forte dei Marmi, Santa Margherita Ligure e Riccione.

I risultati parlano chiaro, con il 42,44% delle persone che utilizza internet anche in spiaggia e non per curiosare in Rete per pochi minuti. La media di navigazione, infatti, si attesta a 1 ora e 52 minuti al giorno, ma arriva fino a 10 ore per gli “addicted” del web. C’è anche un 10% che, nonostante il mare a pochi passi, rinuncia al bagno o ai racchettoni sul bagnasciuga per dedicarsi alle attività online.

Guardando agli strumenti preferiti per navigare dalla spiaggia, in molti casi servita dal Wi-Fi degli stabilimenti, in testa si piazza lo smartphone (ne possiede uno il 99,54% dei navigatori), seguito dal tablet (21,90%). Il 12,78% utilizza invece gli internet point messi a disposizione dagli stabilimenti balneari, mentre solo il 4,10% porta in spiaggia il più scomodo notebook.

Curioso, inoltre, il giudizio che i non navigatori danno del web surfer: se il 75.35% degli intervistati non si cura di come gli altri utilizzano le proprie ferie, il 19.9% giudica negativamente chi utilizza internet in spiaggia e il 4,51% è addirittura infastidito dal loro comportamento.

E gli esperti cosa ne pensano? Lo psichiatra Paolo Giovannelli risponde: “La spiaggia è sempre stato il luogo ideale per rompere le abitudini alla scoperta di sensazioni nuove, per rilassarsi e recuperare una buona relazione con il proprio corpo e con gli altri. Rinunciare a questa occasione significa rinforzare quegli schemi cognitivi che promuovono l’insorgenza della dipendenza dal Web. Rompete gli schemi, lasciate la tecnologia a casa, la ritroverete al vostro ritorno”.

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