Piccoli professori crescono: la sindrome di Asperger e il mondo esterno

L’AS, è un disturbo pervasivo dello sviluppo che interessa lo spettro autistico, tant’è che è noto agli addetti ai lavori come “autismo ad alto funzionamento“. É difficile da riconoscere, e si manifesta, solitamente, in età scolare, con sintomi ambigui e spesso associabili ad altre patologie, come i DSA o l’ADHD. Questo disturbo accompagnerà il soggetto durante l’arco della sua intera esistenza, condizionandone fortemente il percorso e le scelte di vita, e non sempre con una connotazione negativa: una serie di personaggi illustri, dall’eccellente capacità di pensiero, furono affetti da AS, senza che, per questo, la loro ascesa ai vertici della conoscenza venisse minimamente arrestata.

Contrariamente a coloro che sono affetti da autismo a basso funzionamento, i bambini con AS non presentano significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio, nè sono deficitari nell’apprendimento della grammatica o della matematica; le loro capacità cognitive non sono compromesse, e non vi è ritardo mentale, anzi, il q.i. può essere addirittura superiore alla media. Nei maschi, talvolta, è presente una goffaggine motoria. Gli aspetti coinvolti sono, piuttosto, le abilità sociali, la comunicazione, verbale e non-verbale, e alcune caratteristiche comportamentali: le prime difficoltà si evidenziano con l’ingresso nella scuola elementare, quando, allontanati dal contesto familiare, i bambini affetti da AS mostrano una scarsa attitudine alle interazioni sociali, grandi difficoltà a gestire le emozioni ed eccessiva focalizzazione su specifici campi d’interesse. Conversazione e linguaggio non sono anormali, e il profitto scolastico è buono, con aree di abilità particolarmente forti, per cui, inizialmente, l’unica cosa che emerge è una certa rigidità nelle relazioni interpersonali coi propri pari: il bimbo con AS ha difficoltà a sostenere una conversazione semplice, le sue rappresentazioni mentali sono concrete, per cui egli ha poco o nessun senso dell’umorismo, interviene a sproposito, e i suoi interventi sono egocentrici od ossessivamente incentrati su particolari oggetti o soggetti. I suoi compagni lo identificano spesso come “il piccolo professore“: il suo stile di verbalizzazione è pomposo, prosodico e ridondante, inadatto a un bambino, e, spesso, la sua eccessiva conoscenza di un argomento crea invidia o genera noia. L’interesse per i coetanei può essere presente, ma l’abilità di fare amicizia è debole, ed i rapporti vengono vissuti in modo breve e superficiale. D’altro canto, l’interazione con gli adulti è gradevole e adeguata.

I problemi di socializzazione, si evidenziano maggiormente con l’ingresso nella scuola media, prima, e nelle superiori, successivamente: difficoltà comportamentali e di apprendimento incontrano spesso l’incomprensione e l’intolleranza degli insegnanti e degli altri studenti, favorendo i conflitti e il senso di frustrazione che, talvolta, può sfociare in autentiche esplosioni di ansia e di aggressività. Non è raro che i ragazzi con AS vengano isolati, derisi, perseguitati: sofferenti per la mancanza di relazioni amicali, ma completamente incapaci ad iniziarne, essi possono sviluppare delle autentiche patologie depressive. Paradossalmente, se non ci sono significative difficoltà di apprendimento, il percorso accademico si sviluppa in modo proficuo: dopo infinite battaglie combattute contro le grandi problematiche attentive e organizzative, solitamente, il soggetto con AS giunge a completare con successo gli studi superiori e, spesso, anche quelli universitari.

Raramente, il problema cresce con lo sviluppo: l’AS, non impedisce al bambino che ne è affetto di diventare un adulto funzionante sotto tutti gli aspetti, e, solitamente, gli adulti Asperger finiscono per svolgere mansioni professionali che sono in stretta relazione con i loro campi di interesse speciale, spesso ottenendo risultati di tutto rispetto. Non smettono mai di manifestare una sorta di rigidità e una particolarissima visione del mondo, ma questo non diminuisce affatto la loro potenzialità di raggiungere traguardi come un lavoro, il matrimonio, relazioni familiari, e affettive in genere, appaganti. Possono essere visti come eccentrici, bizzarri, o semplicemente “strani”, e una percentuale di loro è a rischio di disturbi dell’umore, ma  è più frequente che, col tempo, sviluppino adeguate strategie relazionali che li autano ad inserirsi perfettamente nelle interazioni sociali.

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