Quanto sei disposta a rischiare per la tintarella

Il sole è un grande amico, grazie a lui produciamo il 90% della vitamina D indispensabile per la fissazione del calcio nelle ossa, aiuta a combattere i dolori muscolari, alcuni problemi di pelle come psoriasi e acne, dona il buon’umore ma soprattutto rende tutti più belli grazie all’abbronzatura!

In tutte le culture, il sole rappresenta energia, calore e vita, il suo potenziale benefico è largamente dimostrato da studi scientifici.
Ad esempio l’elioterapia, ossia la terapia della luce del sole, basa sui raggi solari tutta la sua cura per disturbi di varia natura, i raggi solari apportano sull’organismo numerosi benefici.

Pelle chiara e pelle scura
Nel corso della storia, avere la pelle scura a causa della lunga esposizione al sole non è sempre stato un must modaiolo della stagione estiva, al contrario, fino agli anni 30 rappresentava un tratto caratteristico degli individui appartenenti ai gradini più bassi della classe sociale, come pescatori o contadini, quindi lavoratori costretti a trascorrere molte ore della giornata sotto il sole a causa dell’impiego. Soprattutto per il genere femminile, nei secoli precedenti il 900, la carnagione doveva essere chiara. Il colorito latteo era associato alla femminilità, alla purezza, è rappresentava un privilegio delle donne delle classi più abbienti, proprio perché il bianco era accomunato all’appartenenza di ceti alti che non avevano bisogno di lavorare. Pertanto nei secoli scorsi, quasi tutte le donne ricorrevano a trattamenti non sempre salutari, per schiarire la propria pelle. Per noi donne del XXI secolo invece l’abbronzatura ha il suo fascino e riesce a dare al corpo un aspetto levigato oltre che colorato, in grado di eliminare tutte le imperfezioni. Abbronzati, siamo tutti più belli!

Ma attenzione! Come per tutte le cose c’è una giusta dose anche per l’esposizione sole, che rappresenta la più grande sorgente di radiazioni e di energia e la causa di numerose patologie dovute ai raggi UV.
Quindi è vietato diventare nere? In realtà il problema non è la tonalità di pelle che si riesce a raggiungere ma la quantità di raggi ultravioletti che si assorbe.

Gli effetti a lungo termine che possono essere riscontrati sul fattore salute sono rilevanti e interessano soprattutto pelle e occhi, parti particolarmente sensibili agli UV.
Le nuove malattie strettamente legate all’esposizione a radiazioni ultraviolette si dividono in patologie che riguardano la cute, come; melanoma cutaneo, carcinoma squamoso, carcinoma baso cellulare, cheratosi, herpes e patologie che riguardano gli occhi come il carcinoma squamoso della cornea, la cataratta corticale e il pterigio.

L’estate è colore ma non bisogna rischiare, l’essenziale è proteggersi sempre, verificando il fattore di protezione solare dei prodotti per la pelle SPF e per quanto riguarda gli occhi verificando il fattore di protezione solare per gli occhi E-SPF delle lenti degli occhiali che indossiamo!

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