Possibile rischio infertilità con il Wi-Fi: via il notebook dalle gambe

Notebook

A pochi giorni dal polverone scatenato dalla trasmissione “Report” con l’indagine sul rapporto tra onde elettromagnetiche dei cellulari e aumento del rischio cancro, l’attenzione si sposta sulla tecnologia Wi-Fi, oggi di uso comune in tutti quei dispositivi elettronici che si connettono alla Rete senza fili.

In particolare, uno studio pubblicato dalla rivista scientifica “Fertility and Sterility” è tornata sulla questione, dibattuta da tempo, dei rischi legati alla cattiva abitudine di utilizzare il computer portatile appoggiandolo sulle gambe. Se, almeno fino ad oggi, i pericoli per la fertilità maschile sembravano arrivare esclusivamente dal riscaldamento della parte inferiore del dispositivo, per il dottor Conrado Avendano ed il suo team di studiosi, esiste anche un rischio Wi-Fi.

Le onde elettromagnetiche scambiate dal notebook con il router, o con un altro dispositivo, potrebbero infatti danneggiare la fertilità del soggetto riducendo la motilità degli spermatozoi e aumentando la frammentazione del DNA dello sperma. Serviranno ulteriori studi per confermare tale osservazione, ma gli uomini sono avvertiti: nel dubbio, meglio posizionare il computer portatile lontano dalle parti intime.

Guardando allo studio pubblicato su “Fertility and Sterility”, Conrado Avendano e gli altri ricercatori hanno preso in esame il campione di sperma di 29 uomini di età compresa tra i 26 e i 45 anni, analizzandone le variazioni in prossimità e in lontananza di un computer con il Wi-Fi attivo, ma alla stessa temperatura. Il risultato del test ha evidenziato che, dopo appena 4 ore di esposizione alle onde elettromagnetiche, circa il 25% degli spermatozoi di ciascun campione evidenziavano problemi di motilità, diventata praticamente nulla, e che nel 9% dei casi erano presenti danni alla struttura del DNA. Gli studiosi hanno successivamente confrontato i dati con i campioni più lontani dalla fonte di onde elettromagnetiche, con le percentuali che erano rispettivamente del 14% e del 3%. Da segnalare che nel gruppo di controllo, alle stesse condizioni di temperatura ma senza Wi-Fi, non presentava danni particolari, sia per numero di spermatozoi che per struttura del DNA. Ora i ricercatori dovranno ripetere le prove in diverse condizioni per stabilire la reale valenza dello studio.

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