Sensori e smartphone: l’infarto si previene in modalità wireless

Smartphone alleati del cuore

Pensato per i soggetti a rischio, il nuovo sistema è collegato alla struttura medica e consente l’immediata segnalazione di eventuali problemi cardiaci. Proprio il tempo, infatti, è considerato un fattore chiave nel contrasto a questo tipo di patologie, responsabili di 70/100mila morti improvvise ogni anno (dati OMS).

Realizzato presso l’Embedded Systems and Telecommunications Circuits Laboratories dell’EPFL, il sistema fa parte di una nuova generazione di di strumenti “intelligenti ed autonomi”, anche detti “Wireless body sensor networks” (WBSN). Si tratta di dispositivi – miniaturizzati e non invasivi – formati da sensori di alta precisione che vengono applicati sulla pelle del soggetto, un modulo radio ZigBee e un chip che è ottimizzato per l’analisi e l’elaborazione dei segnali biologici. Una volta rilevate anomalie a livello cardiaco, il sistema invia un segnale allo smartphone del paziente che avverte, via SMS o e-mail, il personale medico per un eventuale intervento d’emergenza. In base ai dati ricevuti, infatti, i medici possono comprendere la natura del problema che ha innescato l’allarme.

Tra le altre caratteristiche del sistema, EPFL sottolinea l’elevata precisione dei dati raccolti e l’autonomia dell’apparato, le cui batterie possono durare dalle 3 alle 4 settimane dal momento dell’attivazione. “Soprattutto esso fornisce un’analisi automatica e la trasmissione immediata dei dati in formato compresso al medico – spiega il professor David Atienza di EPFL -, evitando lunghi tempi di attesa per l’analisi di ore di dati registrati”.

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