In ufficio: meglio una scrivania disordinata e pochi straordinari

Ufficio

In particolare, il primo studio arriva dalla Germania e prende in esame la tendenza degli impiegati a tenere una scrivania ordinata o disordinata. Ebbene, nonostante i puntuali rimproveri del capoufficio, di solito il lavoratore più caotico in fatto di scartoffie sul tavolo è in realtà quello più concreto sul lavoro, ovvero con una migliore capacità di problem solving. Proprio il disordine diventa un aiuto, in quanto avrebbe la capacità di stimolare la creatività dell’impiegato nell’affrontare i problemi che, di volta in volta, si trova di fronte.

Se il “disordine ordinato” diventa una sorta di allenamento per la mente, è anche vero che un cervello non deve affaticarsi troppo per rendere al meglio. Lo sanno bene alcuni studiosi finlandesi, inglesi e canadesi che hanno pubblicato una ricerca in merito su PLoS One. Questo team di ricercatori, infatti, ha analizzato un gruppo di oltre 2.000 impiegati scoprendo che trascorrere più di 11 ore in ufficio aumenta di oltre il doppio la possibilità di cadere in depressione rispetto a chi, invece, fa orari standard di circa 8 ore quotidiane. Salvo rarissimi casi, dunque, lavorare troppo finisce col rovinare l’umore e la salute dell’impiegato, pregiudicandone al contempo la resa in ufficio.

Detto ciò, ora non andate di corsa dal vostro capo sostenendo la scusa della scienza per chiedere di lavorare poche ore al giorno e non sistemare mai la scrivania: lui non capirà e voi rischiate di avere molto tempo libero per mettere a posto le vostre cose.

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