Una scansione al laser per entrare nel nostro corpo: non è più fantasia!

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Se le scoperte scientifiche corrono come il vento, le innovazioni teconologiche le incalzano.

Sul Biophysical Journal, i ricercatori della Ryerson University di Toronto, hanno pubblicato uno studio secondo il quale, grazie alla interazione fra onde sonore e raggi laser (FOTOACUSTICA) si riesce ad osservare dall’ esterno lo stato di tutte le cellule del sangue, la forma e le dimensioni.

Questa nuova tecnologia consiste nel bombardare il sangue, collocato in un particolare microscopio, con un raggio laser: le cellule colpite assorbono la luce ad alta frequenza e riemettono il segnale sotto forma di onde sonore; ciò fa si che al ricercatore torni indietro l’immagine esatta della cellula sotto studio.

Alcune problematiche fin ora erano rappresentate dalla difficoltà di lavorare con laser ad alta frequenza in quanto risulta molto difficile costruire sensori abbastanza potenti.
Ora questo ostacolo è stato superato grazie ad uno speciale sensore ad ultrasuoni, raggiungendo una risoluzione tale da sorprendere persino i ricercatori per quanto fossero risultate dettagliate le immagini.

Tuttavia, risulta necessario, almeno per il momento, studiare il sangue ancora sul vetrino dato il comportamento imprevedibile delle onde sonore attraverso i tessuti e le cavità del corpo umano. Non a caso, le ecografie alle donne gravide vengono fatte con strumenti che non abbiano una frequenza superiore a 100 mgahertz, proprio per evitare che le onde colpiscano il feto.

Nonostante alcuni intoppi, i ricercatori sono più che fiduciosi che questo sarà il futuro della diagnostica.
Un campo in cui in un futuro un pò più lontano sarà possibile utilizzare questa metodica è lo studio dei melanomiLe cellule contenenti melanina infatti, grazie al loro colore scuro, dovuto ai pigmenti contenuti al loro interno, si comportano in modo diverso e più facile da studiare.

Anche l’ ingegnere biomedico Lihong Wang della Washington University a Saint Louis confida a pieno in questa innovazione a tal punto che, secondo la sua idea, sfruttando punti del corpo in cui sono facilmente raggiungibili le vene, si potranno studiare singolarmente tutti i tipi di cellule sanguigne.

Sfruttando questa tecnica al pieno delle sue potenzialità, risulterà possibile salvare tutte quelle vite umane che spesso perdiamo effettuando delle trasfusioni per colpa delle cellule del sangue donato che potrebbero non essere tutte in ottime condizioni.

Il futuro sta per cambiare, siamo fiduciosi e non siamo sempre timorosi nei confronti delle nuove e “alternative“ tecnologie.

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