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  • Canottiera: trendy dalla palestra all’ufficio!

    Un tempo relegata a goffo intimo da nascondere, la canottiera è un capo sexy e di tendenza da quando il celebre Marlon Brando la sfoggiò in “Fronte del porto” rendendola nell’immaginario collettivo per sempre associata all’immagine di uomo virile e affascinante. Nel corso degli anni la moda ha rivisitato e trasformato questo capo più volte, nelle linee e nei materiali, fino a farlo diventare l’icona del casual ma anche passando attraverso una rivoluzione dell’eleganza, presente sotto ogni giacca importante, tanto che persino Barack Obama ne ha fatto sfoggio in Virginia durante l’ultima tappa del suo tour elettorale, appena prima di venire eletto quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti. La canottiera nasce come indumento intimo destinato a proteggere il torace dagli sbalzi climatici ma fa presto il suo ingresso,
    in versione più leggera, nel mondo sportivo, dove viene presto portata alla gloria dalle numerosissime discipline che ne fanno uso, diventando prima l’emblema del canottaggio (da cui ha preso il suo nome, che va a sostituirsi, almeno in Italia, al nomignolo popolare di maglia della salute) e poi nell’ambito del body building e del fitness, dove oggi regna sovrana.

    la canottiera domina il mondo del casual e conquista l’ultima frontiera: l’eleganza dello stile business man

    La canotta sportiva è di particolare tendenza nelle vita di tutti i giorni per lo stile casual, infatti numerosi marchi giovani e di tendenza come H&M, Gap, e Diesel l’hanno accolta come simbolo di un uomo disinvolto, a suo agio in ogni situazione, e che richiama sia lo stile surfer che lo stile indie popolare negli ultimi anni. Gli stilisti invece la propongono in diversi assetti, tutti volti a metterne in risalto i pregi. Si apre una nuova epoca nella sua lunga storia: non più da nascondere, ma da sfoggiare. Dolce&Gabbana ne fanno firma di stile e prestigio dal 2011, la Maison DSquared dedica alla canottiera reinventata in chiave shabby grounge un’intera collezione, e Cosmopolitan dedica intere pagine alla canotta uomo che sarà protagonista di diverse collezioni nella primavera 2017. In palestra la canottiera è il must have definitivo: sfoggiata in diverse forme e colori, aiuta a sottolin
    eare con naturalezza i risultati dei vostri allenamenti, mettendo in risalto la sagomatura delle spalle, la linea degli addominali e dei pettorali. Per lo stesso motivo è riuscita a conquistare quella fetta di mercato che sembrava irraggiungibile: quella altolocata dello stile business man. Già nei primi anni novanta era stata era proposta la novità della canottiera come sottogiacca abbinata a pantaloni gessati, ma questa stravaganza non aveva preso piede nell’ambiente formale. Ma oggi la canottiera, grazie alle ricerche stilistiche e ai materiali ergonomici inventati da Albert Kreuz, è un accessorio immancabile sotto il completo d’affari in quanto grazie alle speciali fibre elasticizzate, ai colori nude e alle finiture ultrapiatte senza cucitura, risulta totalmente invisibile sotto una camicia. Una canottiera veramente elegante e adatta all’ufficio infatti dev’essere disc
    reta e non intravisibile. La canottiera mette in risalto il corpo maschile modellandolo delicatamente, conferendo carattere al portamento della semplice camicia ed è un dettaglio segreto di eleganza che non può mancare in un abbigliamento formale e classico. La profonda scollatura a V garantisce massima versatilità, permettendovi di trasformare il vostro completo da ufficio in un outfit elegante per l’aperitivo semplicemente mettendo via giacca e cravatta e sbottonando leggermente la camicia, in tutta comodità, senza che nessuno si accorga della sua presenza. La canottiera è veramente un segreto di benessere, comfort e bellezza: vi mantiene protetti e asciutti discretamente e riesce a far risaltare le linee del vostro fisico.

  • Alla scoperta degli itinerari gastronomici spagnoli: l’Estremadura in Andalusia

    Chi, parlando della Spagna o di organizzare la prossima vacanza in questa fantastica terra, non ha accennato almeno una volta alla sua cucina tipica e alle specialità culinarie che in queste zone è possibile degustare? Molto spesso amiamo viaggiare anche solo con la fantasia e riproduciamo nelle nostre case i piatti tipici spagnoli più famosi al mondo, come la paella (in tutte le sue varianti di pesce, carne e verdure) oppure le tapas, magari per organizzare una cena a buffet con gli amici.

    Ma certo, mangiare queste prelibatezze direttamente sul posto e preparate dalle mani esperte di chi in quei luoghi è nato e vissuto, davvero ha tutto un altro sapore…

    La gastronomia spagnola tipica dell’Estremadura

    La cultura gastronomica spagnola si avvicina per molti aspetti a quella italiana: il momento del pranzo o della cena è prima di tutto sinonimo di convivialità e relax. Si mangia in maniera abbondante e prendendosi tutto il tempo necessario per poter assaporare almeno due portate, tra una chiacchiera e una risata con la famiglia o con gli amici di sempre. Molti prodotti della terra sono simili a quelli del nostro Paese, per quanto poi lavorati e proposti in modo diverso. La Spagna è uno dei Paesi europei col maggiore numero di ore di sole durante l’anno e questo le garantisce ingredienti tipici della dieta mediterranea, in grado di soddisfare il palato di turisti di diverse nazionalità che scelgono le mete turistiche spagnole per le loro vacanze.

    Olio d’oliva, prosciutto iberico, frutti di mare, vino, formaggi e ortaggi. Rinomati non solo in quanto tali ma soprattutto perché trasformati in piatti succulenti grazie alle ricette della tradizione tipiche di questi luoghi. Basti pensare, per avere un’idea della proposta gastronomica spagnola, all’infinità di sagre locali e feste popolari organizzate in ogni città e in ogni regione. Ogni luogo vuole valorizzare i prodotti del proprio territorio e li propone al meglio al turista, per deliziarlo e farlo rimanere estasiato. Dagli arrosti di agnello, maialino e capretto della Meseta passando per i frutti di mare della Cantabria fino a giungere alle diverse varietà di riso del Levante spagnolo, proposte in diverse ricette e non solo sotto forma della classica paella!

    Da non dimenticare ovviamente il vino, che in Spagna rappresenta un prezioso gioiello di cui andare orgogliosamente fieri.

    Gli itinerari gastronomici più interessanti e appetitosi si trovano nella regione spagnola dell’Estremadura. Quello più conosciuto riguarda il prosciutto iberico: nella zona di Badajoz, ti consigliamo di visitare località come Jerez de los Caballeros, Zafra, Fuente de Cantos e Calera de Leon, per degustare ottimi taglieri di prosciutto, magari accompagnati da un buon bicchiere di vino tinto.

    Altro prodotto tipico dell’offerta gastronomica spagnola è il pimentón, tipo di paprika molto diffuso nella zona di La Vera, per quanto riguarda la Sierra Norte.

    Ovviamente è doveroso segnalare anche la bontà dell’olio d’oliva spagnolo oltre naturalmente alle carni di capretto e agnello e infine ai liquori tipici di Jerte.

  • Referendum Costituzionale: Si vota il 4 dicembre

     La nuova riforma costituzionale è pronta per essere sottoposta al giudizio dei cittadini italiani. Tutti gli aventi diritto sono chiamati alle urne il prossimo 4 dicembre. E’ dal 2014 che in Italia si parla di questa importante riforma costituzionale, richiesta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi l’8 aprile del 2014. Seguendo l’iter previsto dalla legge infine il 20 gennaio 2016 il Senato ha approvato il testo con 180 Sì e 112 No. Per l’approvazione della riforma è necessaria l’approvazione anche da parte dei cittadini, motivo per cui siamo tutti chiamati ad esprimerci il prossimo dicembre.

    Il referendum costituzionale cosa prevede?

    Il referendum 4 dicembre è una situazione unica. L’intera riforma è racchiusa in un quesito unico che non prevede la possibilità di approvare solo in parti specifiche le modifiche come succedeva per il referendum abrogativo. Votando per il Sì o per il No, i cittadini approveranno o non approveranno le modifiche nella loro interezza. Il quesito a cui ci si troverà di fronte è il seguente:

    «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

    Nello specifico per il referendum 4 dicembre cosa si vota? Le modifiche sostanziali sono proposte per il sistema del bicameralismo paritario che vedrebbe maggior potere legislativo alla Camera, riducendo i tempi di approvazione delle leggi e il continuo rimbalzo dei decreti da un organo all’altro. Il numero dei Senatori viene ridotto da 315 a 100, i componenti cambiano la loro natura e appartengono al gruppo di consiglieri regionali e sindaci che percepiranno il loro stipendio come unico indennizzo, ma acquisiranno l’immunità. I tagli ai costi della politica previsti comprendono altresì l’eliminazione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e la cancellazione delle Province dalla Costituzione come mossa per poterle abolire definitivamente in seguito. Viene modificato anche l’art 75 Costituzione ovvero il modo in cui si potranno richiedere referendum e iniziative popolari. A fronte di un maggior numero di firme, la riforma prevede un quorum inferiore e tempi certi per l’esame da parte della Camera.

    Cosa votare dunque al prossimo referendum 4 dicembre si o no? Le posizioni sono opposte ed entrambe con ragioni valide. I sostenitori del Sì si concentrano sullo snellimento delle procedure e sui costi ridotti, mentre chi è contrario alla modifica della Costituzione sottolinea il fatto che la Camera otterrebbe troppo potere, si creerebbe confusione e attrito con le competenze regionali, che i costi andrebbero abbattuti in modo più importante e che i cittadini avrebbero meno possibilità di proporre iniziative legislative con la triplicazione delle firme necessarie.

    Quello del prossimo 4 dicembre è un referendum confermativo, ciò prevede l’assenza di un quorum da raggiungere. La riforma verrà approvata o non approvata in base ai voti, ma non in base al numero di votanti.

    Per approfondimenti visita il sito http://www.referendumcostituzionale.eu/

     

    Man hand with pen over document select Yes or No.
  • Il Back Country: un nuovo stile tutto da scoprire

    Il settore degli sport invernale è in continua evoluzione. Ad ogni stagione invernale sorgono nuove tecniche, nuovi stili e nuove discipline. Questo si preannuncia essere l’anno del Back Country. Scopriamo insieme in cosa consiste, come funziona e tutto quello che serve per praticare questo stile sportivo sulla neve.

    Che cos’è il Back Country

    Il Back Country è una derivazione dello snowboard ed è relativo alla disciplina dello sci nordico,come ci suggerisce wikipedia. La disciplina consiste nel surfare su neve fresca. La particolarità consiste nel modo in cui si raggiunge la vetta della montagna. Niente skilift, seggiovia, ovovia. Per arrivare in cima alla discesa si utilizzano unicamente le proprie forze. Si possono utilizzare dei supporti specifici, ovviamente, come per esempio le racchette da neve, gli scietti o la tavola split. Una volta raggiunta la vetta non resta che lasciarsi scivolare sullo snowboard fino a valle, surfando sulla neve candida e intonsa.

    Attrezzatura per il Back Country

    A seconda di come si sceglie di affrontare la salita serviranno attrezzature differenti. Per la risalita si sceglieranno dunque a piacimento: ciaspole, scietti o tavola split. Possono essere utili anche dei bastoncini da sci alpinismo per aiutarsi nella scalata della salita. In caso si vogliano raggiungere viette piuttosto impervie è consigliato portare con sé anche ramponi, corda e picozza.

    Fondamentale, essendo uno sport che si pratica su neve fresca e fuori pista, è il kit di soccorso con pala e sonde. Per lo stesso motivo è importante indossare il casco protettivo da snowboard, per proteggersi nel caso in cui si incorra in cadute.

    Serve poi la tavola da surf con la quale si intende praticare la discesa di back country che durante la salita deve essere annessa allo zaino da mettere in spalla.

    Abbigliamento tecnico per il Back Country

    Quando si parte per un’avventura di back country è importante scegliere un abbigliamento a strati. L’abbigliamento da back country deve essere idoneo sia alla prima fase di salita che alla seconda di discesa. Le due fasi della disciplina richiedono materiali e consistenze differenti, in quanto lo sforzo e i rischi nei due momenti sono differenti.

    Dal punto di vista tecnico per praticare il back country sono richiesti capi di abbigliamento specifici e a volte la scelta è difficile, fortunatamente sul web ci sono molte guide ed e-commerce per abbigliamento tecnico, come ad esempio Mud And Snow. Innanzitutto si devono mantenere protette le mani sia dal clima rigido che da eventuali cadute. I guanti da back country devono essere dotati di parapolsi integrati che prevengano possibili fratture e sono generalmente realizzati in nylon traspirante, goretex o pelle. La membrana interna dei guanti deve essere anch’essa traspirante meglio se in poliuretano o goretex. Per quanto riguarda invece la fodera interna sono da preferire materiali caldi come la lana o il pile.

    Molto simili devono essere le caratteristiche di giacche e pantaloni per la pratica del Back Country. In primis è fondamentale che i capi dedicati siano realizzati in materiale antivento e impermeabile. Per verificare la perfetta impermeabilità del capo è consigliabile verificare il sigillo delle cuciture tramite adesivo o nastro. Un altro elemento fondamentale per giacche e pantaloni da back country è la traspirabilità, affinché il corpo non rimanga mai umido e bagnato, alcune giacche possono essere dotate di zip ascellari per offrire un ricambio d’aria.

     

  • I fiori più adatti per chiedere scusa

    Il linguaggio dei fiori è articolato, vario e ricco di sfaccettature. Esiste un fiore adatto ad esprimere pressoché qualunque messaggio, nel modo più indicato al contesto e alla persona. Si possono spedire fiori per dichiarare amore, amicizia o per un augurio speciale, per sottolineare una virtù o anche, se avete qualcosa da farvi perdonare, per chiedere scusa.

    Peonia

    La peonia, fiore aggraziato ricco di colori e gradevolissimi giochi di curve e intrecci, è simbolo di vergogna. Una pianta perfetta per dimostrare contrizione e imbarazzo, pentimento sincero per un gesto avventato.

    Giglio bianco

    Il giglio bianco esprime una richiesta di perdono più intensa e è metafora di un punto accapo. Il suo colore latteo evoca l’idea di una pagina bianca da cui ripartire dopo gli errori commessi.

    Calendula

    Nel linguaggio dei fiori, la calendula assume il significato di dolore ed è molto indicato per rappresentare il sentimento proprio di chi prova pentimento e rimorso per un errore, dimostrando di averne perfettamente compreso la gravità con la promessa di non commetterlo mai più. Ma ricordate di tener fede alle vostre promesse o la prossima volta non basterà un bouquet!

    Giacinto

    Nella sua sgargiante e vivace livrea, il giacinto esprime apertura e comprensione; ovvero ciò spera di ottenere colui che è consapevole di aver sbagliato. Un fiore può essere il canale più efficace per scalfire la sua rabbia o delusione puntando sulla dolcezza e la più sincera contrizione.

    Glicine

    Il glicine è un fiore radicato nell’immaginario comune delle civiltà orientali, simbolo di conoscenza e maturità di spirito. Il fiore dal delicato colore violetto ha conservato la propria evocazione più profonda anche in Occidente e, in un senso più ampio, può essere regalato per chiedere scusa, chiedendo un perdono frutto del desiderio di comprendere le proprie ragioni, ma senza tirarsi indietro dal dovere di porgere le proprie scuse.

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  • Fenomeno Jeffree Star: come nasce un nuovo mito pop

    Jeffree Star: ascesa di una nuova icona pop!

    Jeffree Star
  • Cerchi un nuovo business? Le tabaccherie!

    Identificare un’attività commerciale redditizia, non è cosa facile, soprattutto in periodi di instabilità e di incertezza come quelli che stiamo vivendo da qualche anno.

    Ecco che potrebbe essere interessante consultare i siti delle agenzie immobiliari, e nello specifico, la sezione dedicata alla vendita delle tabaccherie.
    Sì, perchè queste ultime rappresentano un settore che ha risentito, e risente, in maniera “minore”, del momento critico che stiamo attraversando. Certo, anche le tabaccherie hanno visto la domanda di alcuni prodotti calare sensibilmente, ma per fortuna, molti altri si sono aggiunti.
    Parliamo in questo articolo della vendita tabaccherie nel Nordest, ed in particolar modo nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia.

    Molte sono le possibilità, perchè gli esercizi in vendita nei siti più affidabili sono di vario tipo, e si differenziano per

    • le dimensioni del negozio
    • la gamma dei servizi che si possono offrire (lottomatica, sisal,ricariche telefoniche, postepay, gratta e vinci, ecc.)
    • la posizione
    • la presenza o meno degli arredi
    • la possibilità di avere anche un bar.

    Se ad esempio cercate una tabaccheria in vendita a Mestre, il web vi fornirà una serie infinita di proposte, grazie a portali sempre aggiornati e a siti di agenzie immobiliari a Mestre, ricchi di informazioni, foto e dettagli importanti.

    Nel secondo caso, quello quindi delle agenzie immobiliari a Mestre e dintorni, scegliete i siti che contengono il maggior numero di informazioni, foto, dettagli e prezzi, in modo da poter stabilire un contatto con l’agenzia, avendo già una bella quantità di informazioni sotto mano.
    Cercate anche informazioni sulla zona a cui vi state avvicinando, sulle abitudini degli abitanti e sui servizi che potrebbero interessare maggiormente.

    In tabaccheria entrano persone di tutte le età, pertanto i servizi e gli articoli offerti dovranno essere veramente diversificati, e in linea con quelle che sono le richieste del “mercato”. Ecco che diventa importante in un annuncio divendita tabaccherie, a Mestre, così come a Venezia, Treviso, Castelfranco Veneto, indicare il maggior numero di informazioni, senza ovviamente essere prolissi o noiosi.
    Le foto sono molto importanti, perciò prestate attenzione affinchè siano belle nitide, luminose, ma soprattutto “originali”, cioè che rappresentino veramente il locale che è in vendita.

    Certo, i consigli potrebbero essere scontati in queste circostanze, ma quello che suggeriamo sempre di fare è di “prendere informazioni” sul web, cercare eventuali recensioni o commenti negativi sull’agenzia che state visionando così da ridurre il più possibile, il rischio di fregature.

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  • I migliori vini italiani del 2016

    La classifica è quella stilata dal The Winesider Best Italian Wine Awards e i premi per i migliori vini italiani del 2016 sono stati assegnati il 19 settembre scorso in occasione della serata di premiazione presso la Fondazione Cariplo, a Milano. I vincitori saliti sul podio? Al primo posto il Brunello di Montalcino Cerretalto 2010, prodotto da Casanova di Neri; al secondo il Bianco Fiorduva 2014 delle Cantine Marisa Cuomo di Furore (Costa d’Amalfi) e infine -ma non da meno- un Bolgheri Sassicaia 2013 della Tenuta San Guido.

    Ecco i vincitori tra i migliori vini italiani di questo 2016

    Due vini toscani e uno campano dunque, che fanno da apripista ad un elenco che in realtà comprende ben 50 vini in tutto, votati da giudici provenienti da ogni parte del mondo. Tra gli esponenti di spicco della giuria c’erano i tre Master Tim Aktin, Christy Canterbury e Kenichi Ohashi, uno tra i migliori sommelier del mondo Luca Gardini, i critici Andrea Grignaffini, Daniele Cernilli, Antonio Paolini e Marco Tonelli e molti giornalisti tra cui Luciano Ferraro del Corriere della Sera, la spagnola Amaya Cervera, Pier Bergonzi della Gazzetta dello Sport.

    Tra i criteri di scelta ce n’è uno che prevale su tutti: quello dell’assaggio alla cieca. L’unica informazione che viene resa nota per proclamare i migliori vini italiani riguarda l’annata. Per il resto, i giudici vengono invitati ad assaggiare ben 250 vini, che scaturiscono a loro volta da una precedente selezione durata un anno intero. Dopo ogni assaggio, il singolo giudice assegna un punteggio e, ai fini della classifica finale, quello che conta è la somma dei punti di tutta la giuria.

    Un’annata prestigiosa e ricca di novità quindi, a giudicare non solo dall’elevata qualità di ogni vino selezionato ma anche dal costo, che di certo non è tra i più abbordabili (le uniche bottiglie presenti partono da un minimo di 50 euro fino ad arrivare a 400 euro tondi tondi).

    Le nuove tendenze del mondo vinicolo per il 2016? Innanzitutto, si potrebbe dire: il nuovo che avanza. Il 2016 infatti ha sancito l’ingresso di tante nuove etichette sul mercato, il che sta ancora una volta a sottolineare il potenziale enorme che il Made in Italy mantiene in questo campo.

    Altra grande novità di quest’anno è la grande rimonta dei vini bianchi su quelli rossi e rosati, dall’aperitivo fino all’accompagnamento del dolce. Le regioni che vanno per la maggiore sono il Piemonte e la Toscana mentre per quanto riguarda la zona del sud Italia, le uniche ad essere menzionate sono la Sicilia e la Sardegna (oltre alla Campania ovviamente che, come visto, si è aggiudicata il terzo posto).

    Una new entry che stupisce piacevolmente è quella dell’Alto Adige: a parte le numerose cantine regionali rientrate nella speciale top 50, la regione si è aggiudicata numerosi premi e riconoscimenti, tra cui quello dell’ Alfiere del Territorio, consegnato alle cantine Pacherhof; il Miglior Vino Pop assegnato al Caciara 2015 e infine il premio al miglior sommelier assegnato a Francesco Cioria del Ristorante San Domenico di Imola.

  • Dimagrire velocemente: come agisce l’acido idrossicitrico

    Da tempo, il miglior dispensatore di consigli per perdere peso è lo statunitense Dottor Oz, autore, tra l’altro, di un programma televisivo seguitissimo in tutto il mondo. Uno dei prodotti presentati dal guru del dimagrimento è la Garcinia Cambogia, un estratto di una pianta tropicale detta anche gummi-gutta, i cui frutti sono ricchi di HCA, ovvero di acido idrossicitrico. Questo integratore alimentare si presenta come un “risanatore” del corpo sotto molti punti di vista: è un gastroprotettore, inibisce l’appetito e inoltre migliora l’umore. I risultati della gummi-gutta sono comprovati sia dal pubblico che dalla comunità scientifica.

    Perdere perso con l’HCA: come evitare le truffe

    Prima di entrare nello specifico degli effetti benefici della gummi-gutta, voglio aprire una piccola parentesi riguardo l’acquisto di questo prodotto. Attualmente, la Garcinia pura viene venduta solo sul web e, come è stato riscontrato in più settori, internet si presenta come un grandissimo labirinto nel quale devi cercare la qualità, dal momento che tutti possono accedervi, truffatori compresi.

    Molte aziende, con l’intento di arricchirsi grazie ad un prodotto richiestissimo, mettono in commercio delle pillole fittizie di gummi-gutta che, per giunta, possono avere effetti dannosi sull’organismo. Prima di acquistare confezioni a caso, ti consiglio quindi di documentarti sul venditore, leggere attentamente il contenuto del prodotto e confrontare le opinioni degli utenti per un determinato sito.

    La garcinia deve essere assunta in forma naturale, rispettando precise dosi legate anche al proprio peso e alle proprie condizioni di salute, ma soprattutto il trattamento va associato ad un’alimentazione sana e a corrette abitudine nello stile di vita.

    Quali sono gli effetti della gummi-gutta sull’organismo?

    I benefici che il corpo umano può ricevere dall’assunzione di HCA sono principalmente tre:

    1. L’acido idrossicitrico aumenta il metabolismo, prevenendo la trasformazione di zuccheri e carboidrati in grassi in eccesso.
    2. L’acido idrossicitrico inibisce l’enzima citrato liasi e favorisce la trasformazione degli zuccheri in energie utilizzabili.
    3. L’acido idrossicitrico diminuisce l’appetito e migliora l’umore, aiutandoti nella perdita di peso sia fisicamente che psicologicamente.

    Mediamente, è stato riscontrato che assumendo 1500 mg di garcinia al giorno si possono perdere facilmente 5 kg in 4 settimane. La fama di questo prodotto è recente, ma le sue proprietà furono scoperte già nel 1960. Prime sperimentazioni furono eseguite sui ratti e diedero esiti incredibili: perdita di peso nonostante un’alimentazione ad alto contenuto di grassi e zero infiammazioni addominali. Successivamente la sostanza fu testata su diversi campioni di esseri umani, dando risultati meno stupefacenti, ma ugualmente positivi.

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  • Revisione della cartuccia del miscelatore del lavabo

    Tra le varie tipologie di interventi che si possono rendere utili in una casa per quel che riguarda soprattutto gli impianti di idraulica, vi sono operazioni più semplici – che possiamo fare un autonomia, seguendo alcune linee guida ed ovviamente avvalendoci degli strumenti adatti – e operazioni più complesse che richiedono invece l’intervento di un esperto ed onesto idraulico a Torino.

    Quando si verificano piccoli guasti, ovvero situazioni di piccola entità che potrebbero compromettere la durata di un rubinetto – la prima cosa a cui pensiamo è quella di rivolgerci ad un idraulico esperto e qualificato, in grado di darci tutte le garanzie che ci servono per mantenere in salute la nostra casa. In una città come Torino, dove spesso si corre tutto il giorno per riuscire a mettere insieme tutte le cose da fare, attendere l’arrivo dell’esperto del settore può essere più complicato. Pertanto, se l’operazione è semplice, si possono seguire alcune regole per seguire il fai da te e provare a sistemare senza l’aiuto del professionista.

    Vi sono interventi più facili, che nella maggior parte dei casi riusciranno subito, e poi vi sono piccole operazioni che risultano più difficoltose e che possiamo comunque tentare di fare, senza però avere nessuna garanzia di riuscita o di durata. Una di queste è la revisione della cartuccia del miscelatore, in un rubinetto monocomando: talvolta, a causa del tempo e della normale usura, i meccanismi possono incepparsi, indurirsi, e smettere di funzionare come un tempo. Talvolta, si preferisce sostituire i meccanismi direttamente quando essi smettono di funzionare, ma se volessimo allungare la vita della nostra cartuccia del miscelatore, potremmo di tanto in tanto revisionarla, effettuare una accurata pulizia dopo lo smontaggio, applicare dell’olio per rubinetti e risistemarla.

    Maggiori dettagli sull’intervento idraulico

    Sicuramente si tratta di operazioni la cui riuscita non è sicura, motivo per cui un servizio di assistenza idraulica a Torino, anche molto esperto, non tenterebbe questa manutenzione. Ma una persona che tiene alla sua casa e vorrebbe allungare la vita degli elementi della sua abitazione (spendendo molto di meno), può smontare la cartuccia, utilizzando dei giraviti (sarebbe utile una chiave apposita, ma poiché nella maggior parte dei casi non la avremo in casa, si possono utilizzare dei semplici giraviti ed un martelletto per allentare la cartuccia).

    Una volta smontata, si devono separare tutte le parti che la compongono e bisogna controllare che esse siano tutte integre e pulite. Se la gomma e le parti che si muovono sono ancora intatte, senza tagli o screpolature, si effettua una semplice pulizia dei pezzi, si ingrassano con vasellina o grasso per rubinetti, e si rimonta la cartuccia.

     

  • Valutazione di pregio e qualità del parquet rispetto alle piastrelle

    Quando si pensa alla scelta della pavimentazione più adatta alla propria casa, sicuramente vengono in mente diverse tipologie di stile, che si devono adattare a proprie esigenze di gusto ma anche di portafogli. Tra le varie tipologie di piastrelle in vendita nei negozi di Torino e non solo, si pensa anche alla scelta del parquet, caratteristico pavimento in legno il cui costo può variare a seconda di una serie di fattori.

    Ovviamente, il costo delle piastrelle con le quali pavimentare la propria casa, non deve essere l’unico metro di giudizio per la scelta di una pavimentazione. Ad esso, dobbiamo infatti aggiungere una serie di valutazioni tra cui la durata e la qualità del pavimento, che insieme al costo, devono rappresentare un metro di giudizio indicativo e necessario.

    Determinare la qualità di una pavimentazione in legno potrebbe sembrare difficile, ma gli esperti di parquet e piastrelle a Torino e non solo indicano come caratteristiche di valutazione alcuni fattori, tra cui la costruzione del parquet, l’essenza, le dimensioni delle tavole, e diversi altri.

    Dal punto di vista della costruzione della pavimentazione in legno rispetto alle piastrelle e ceramiche in generale, diciamo che è necessario, in questo caso, capire in che modo il parquet è stato formato. In generale, la parte superiore che è quella composta in legno pregiato, dovrebbe avere uno spessore di 4 mm, con multistrato in Betulla (di estrema qualità in quanto garanzia di stabilità).

    Vi sono poi le costruzioni a tre strati, sicuramente più adatte a pavimentazioni di grandi dimensioni.

    Differenze negli accorgimenti tra piastrelle e pavimentazioni in legno

    Oltre a questa valutazione, bisogna poi tenere in considerazione anche la qualità nella verniciatura della pavimentazione in legno: la vernice dovrebbe essere antiscivolo, antigraffio, resistente ad urti ed intemperie ed in qualche caso anche trattata ad olio, che deve essere di ottima qualità e naturale, senza aloni o macchie. Lo stesso discorso che riguarda mattonelle per pavimenti e ceramiche in genere per l’arredo bagno e non solo.

    Si aggiungono poi i collanti, che devono rispondere alle normative indicate, ed essere di estrema qualità anche dal punto di vista del rispetto dell’ambiente: bisogna in questo caso essere certi che non vi sia rilascio di formaldeide superiore a quanto indicato nelle normative. Problema ovviamente non presente per le mattonelle.

    Un’altra caratteristica che può essere determinante nel prezzo finale del parquet è lo spessore del legno nobile: l’ideale è che esso abbia una dimensione di 4 mm, perché spessori minori sono determinanti in quanto a qualità e capacità di resistenza all’usura ed alle intemperie.

    Da ultime, le essenze. Vi sono essenze più o meno pregiate, che possono determinare il costo e la qualità della pavimentazione in legno a differenza delle piastrelle: è molto importante seguire i propri gusti (le essenze possono essere anche diverse per colorazione e sfumatura), ma anche il pregio e le rifiniture delle tavole che andremo ad applicare nei nostri ambienti. Quando si tratta di piastrelle e mattonelle in genere, certi tipi di scelte si rivelano più facili ed immediati.

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  • Come orientarsi nella scelta del pigiama giusto per i più piccoli

    Per la notte, in passato si indossava una semplice camicia da notte bianca, senza fronzoli, applicazioni, pizzi o ricami, sia per gli uomini che per le donne. Poi è subentrato il pigiama, un capo d’abbigliamento di origine orientale, composto da un paio di semplici pantaloni larghi e comodi, introdotto in Europa nel corso del XVII secolo dai coloni inglesi. Una volta importato nel nostro continente, il pigiama è stato completato con una parte superiore coordinata, con bottoni, realizzata in tessuti leggeri per l’estate e più pesanti per l’inverno.

    Nel tempo il pigiama ha subito molte modifiche nelle forme, nei colori e nei materiali, fino a diventare un capo comodo, confortevole e dal design esteticamente molto gradevole, caldo o fresco a seconda della stagione, da indossare non solo durante la notte ma anche nei momenti di relax serale prima di andare a dormire.

    Realizzato inizialmente solo in tessuti naturali, oggi il pigiama viene proposto in un’ampia varietà di materiali, la cui scelta dipende sostanzialmente dalla stagione, dalle condizioni climatiche e delle proprie esigenze personali. Tessuto fresco, leggero e traspirante, il cotone è l’ideale per i pigiami estivi per i bambini, in quanto è anallergico, si può comodamente lavare sia a mano che in lavatrice ed è resistente ai lavaggi frequenti. La pelle dei bambini è estremamente delicata, e si consiglia pertanto di evitare le fibre sintetiche che possono dare luogo ad irritazioni e dermatiti. Fra le migliori aziende italiane di intimo e pigiami segnaliamo Cotonella, sempre all’avanguardia su materiali e ricerca.

    Per favorire un sonno profondo e sereno ai propri figli, è essenziale scegliere un pigiama che sia comodo, confortevole ed adatto alla stagione in corso, con un design allegro e divertente. È importante che il pigiama sia facile da indossare e che abbia stampe divertenti, con personaggi dei cartoni animati o dei fumetti, per rendere il cambio del pigiamino un momento piacevole. I più richiesti sono i personaggi Disney, ma anche le squadre di calcio per i maschietti e gli animali per le femminucce.

    Le condizioni climatiche determinano non solo il tipo di tessuto ma anche la lunghezza del pigiama. Il pigiama estivo tradizionale due pezzi è composto da una maglietta a mezze maniche ed un paio di pantaloni corti o shorts con elastico o coulisse in vita, dai colori vivaci e con simpatiche stampe che raffigurano i personaggi dei fumetti o dei cartoni animati. Sono altresì disponibili pigiami costituiti da un pezzo unico, adatti ai più piccoli.

    Per l’inverno, si consiglia di utilizzare pigiami a manica lunga, con o senza polsini, o i modelli interi in morbido pile, privi di bottoni e con pratica chiusura zip, che coprono perfettamente il bambino dai piedi al collo, mantenendolo ben caldo anche qualora si dovesse scoprire.

    Quando si acquista un pigiama o dell’intimo da notte per bambini, oltre a valutare l’estetica e controllare con attenzione l’etichetta per accertarsi che i capi siano in fibre naturali, si consiglia di acquistare una taglia in più rispetto a quella attuale. Tieni conto che, a quell’età, i bambini crescono a vista d’occhio e, acquistando un pigiamino di una taglia più grande, avrai modo di farlo sfruttare al piccolo un po’ più a lungo.

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  • Capelli per l’estate 2016. Il segreto è osare!

    Caldo, pool party, spiagge, sole e tanto divertimento, la stagione più calda dell’anno è ormai arrivata. Giochiamo d’anticipo, non facciamoci trovare impreparate e cominciamo a pensare al nostro summer look da fare invidia alle migliori fashion blogger.

    Ecco una breve lista delle cose da fare per prepararsi al meglio all’estate:

    • Shopping compulsivo di costumi e abbigliamento da spiaggia, abiti colorati e adatti per ciascuna occasione (i colori di tendenza: Rose Quartz, Peach Echo, Serenity, Snorkel Blue, Buttercup, Limpet Shell, Lilac Grey);

    • Sport all’aria aperta, diete dell’ultimo momento;

    • Programmazione delle vacanze estive;

    Cosa manca? I capelli!

    Lunghi, corti, colorati. A voi l’ardua scelta!

    Scopriamo insieme quali sono i must have per la stagione estiva 2016:

    Lob Wob e Beach Waves

    Da tempo si parla di lob, per intenderci lunghezza media. Un taglio trend, né troppo corto, né troppo lungo, il giusto compromesso di eleganza e comodità.

    Un taglio che consente alle donne di osare senza eccedere, il lob mosso, o wob, è il vero protagonista dell’estate 2016. Onde leggere che incorniciano il viso, una pettinatura meno ordinata e poco strutturata, consigliata soprattutto quando i capelli sono molti e corposi.

    Ideale per i mesi caldi il Weavy bob un perfetto incontro tra il lob e lo styling più desiderato di stagione, il beach waves, ovvero le onde da surfer. Capace di dare glamour e grinta, che si chiami lob, wob, weavy bob, il caro vecchio caschetto mette d’accordo davvero tutte, anche le star.

    Rose Quartz

    Dal taglio al colore, non possiamo sorvolare sulla nuance più cool del 2016: il Rose Quartz. Estroso, femminile, perfettamente adatto alla stagione estiva, per le donne che vogliono osare e non passare inosservate.

    Un unico accorgimento, il rose quartz non sta bene proprio a tutte specie se il colore della pelle è olivastro o scuro. Meglio per carnagioni e occhi chiari. Va bene osare, ma mai stonare.

    Degrade’

    E per le more? Un intramontabile look estivo rimane il degradé. Ormai di moda da qualche anno, non è altro che un trattamento di colore per ottenere riflessi chic e capelli baciati dal sole. L’ aspetto naturale è quello che maggiormente viene messo in risalto. Una tecnica sofisticata è il Degradè Joelle, riproposta da hairstylist esperti e spiegata minuziosamente sul blog di Giulio Art Studio, un hairstylist di Rende (Cosenza) che ne fa uno dei suoi cavalli di battaglia presso il proprio salone.

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