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  • I 10 migliori aeroporti del mondo

    Viaggiare in aereo è ormai una consuetudine di molti, ma quali sono i migliori aeroporti dove transitare?

    Come tutti ben sanno, la permanenza in aeroporto è un momento – alle volte purtroppo – necessario di una vacanza: spesso tuttavia i viaggiatori sono portati a vivere male il tempo trascorso in aeroporto, poiché questo luogo non sempre è attrezzato per offrire agli utenti adeguate possibilità di intrattenimento. Bisogna infatti considerare che alle volte l’aeroporto deve trasformarsi da semplice luogo di passaggio a surrogato di albergo o centro commerciale, specialmente quando i viaggiatori si trovano a dover effettuare uno scalo di molte ore prima di ripartire con un nuovo volo.

    In questi casi è quindi fondamentale che l’aeroporto sia provvisto di aree relax dove riposarsi, posti dove mangiare e negozi dove svagarsi facendo shopping. Non è però facile sapere quali siano gli aeroporti migliori dove dirigersi, pertanto può essere utile avvalersi di uno strumento messo recentemente a disposizione di eDreams: raccogliendo le opinioni dei viaggiatori nell’arco di tutto il 2016, eDreams ha realizzato una classifica dei 10 migliori aeroporti del mondo che mostra dati interessanti.

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    L’aeroporto di Helsinki-Vantaa si è aggiudicato la prima posizione, ottenendo un alto indice di gradimento da parte dei viaggiatori grazie alle sue strutture all’avanguardia e adatte ad accogliere tutte le tipologie di viaggiatori. In seconda posizione si trova l’aeroporto internazionale di Glasgow, mentre in terza quello di Zurigo, Svizzera. La classifica poi prosegue, evidenziando l’eccellenza degli aeroporti europei rispetto a quelli del resto del mondo: solo due posizioni della classifica top 10 sono infatti occupate da aeroporti non europei, e in nessuna di queste è presente un aeroporto statunitense. Questo dettaglio è molto indicativo e sicuramente un punto d’orgoglio per l’Europa, anche se l’Italia non figura tra le eccellenze.

    Purtroppo invece il Bel Paese compare nella classifica parallelamente redatta sempre da eDreams sui 10 peggiori aeroporti del mondo: l’aeroporto di Roma Ciampino si aggiudica la settima posizione nella classifica del basso gradimento, ciò che sicuramente non fa onore alla capitale. Bisogna però rilevare che evidentemente è una caratteristica delle capitali non brillare per l’eccellenza aeroportuale: nella classifica dei peggiori aeroporti si trovano infatti anche entrambi gli aeroporti di Parigi, entrambi quelli di Berlino e l’aeroporto Luton di Londra. Anche entrambi gli aeroporti di New York – JFK e LGA – figurano nella classifica dei peggiori, confermando il trend che vede legate grandi città a peggiori aeroporti: probabilmente ciò è anche dovuto al grande flusso di persone che queste strutture devono gesti
    re e alla conseguente probabilità più alta di scontentare qualcuno.

    Se quindi si vuole ricercare l’eccellenza sul fronte degli aeroporti bisogna evidentemente orientarsi al nord Europa!

  • Prima Comunione di un maschio, ecco alcuni importanti consigli su regali tecnologici da fare

    Quando ci si trova a dover acquistare un regalo, per chiunque sia e soprattutto qualsiasi sia l’occasione, si viene assaliti sempre da mille pensieri e perplessità. Spesso non si ha idea di cosa regalare e allo stesso tempo si ha paura di sbagliare, e ancora più difficile è quando questo regalo è rivolto ad un bambino per la sua Prima Comunione. Per una femminuccia si sa, la scelta è davvero vasta, ma se il regalo è per un maschietto cosa bisogna scegliere? La risposta a tale interrogativo può essere davvero molto semplice, molto più del previsto, e a tal proposito anche se scegliere il regalo giusto per un’occasione molto importante come la prima Comunione di un maschietto può apparire difficile ecco che in realtà non lo è perché basta puntare sulla tecnologia. Proprio la tecnologia fa ormai parte della vita di ognuno di noi in maniera piuttosto assidua e pressante sin da bambini e proprio per tale motivo per un bambino che festeggia la sua Prima Comunione ricevere un regalo tecnologico sarà una vera gioia.

    Tra i regali ideali per la Prima Comunione di un bambino vi troviamo sicuramente uno smartphone di ultima generazione grazie al quale, il festeggiato, potrà rimanere in contatto con i suoi amichetti e con la famiglia, soprattutto per coloro che iniziano a tornare a casa da soli, e poi potranno divertirsi a fare molte fotografie, e ancora sicuramente molto graditi parlando appunto di regali in ambito tecnologico, sono le macchine fotografiche e le videocamere grazie alle quali potranno immortalare ogni momento importante della loro vita e poi ancora, sempre molto apprezzati sono i lettori mp3 soprattutto per coloro che amano la musica. Come non pensare poi ai videogiochi, da sempre grandi amici dei bambini e adolescenti ed infatti tra i regali maggiormente desiderati vi è sicuramente una delle ultime console uscite sul mercato.

    Sempre nel campo tecnologico, tra i regali ideali per la Prima Comunione potrebbe esservi un computer portatile, che può sempre servire al bambino per la scuola oppure, si potrebbe puntare su un tablet che anche se meno utile per la scuola potrebbe essere perfetto per un uso ludico oppure ancora un bellissimo smartwatch  e per gli appassionati dei modellini si potrebbe optare per la scelta di macchinette ed elicotteri radiocomandati. Particolarmente in voga poi, negli ultimi mesi, sono gli Skate iWatBoard ovvero mezzi di trasporto rivoluzionari in grado di offrire un’esperienza unica.

     

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  • Cosa mangiano i vegani e i vegetariani?

    Mangiare sano è realmente importante per mantenere un fisico invidiabile ma soprattutto per mantenersi in salute. Da alcuni anni è sempre più diffusa una maggiore attenzione verso la propria alimentazione, prestando attenzione alla modalità di cottura dei cibi ma soprattutto sulla loro provenienza.

    Una sana alimentazione viene colta come opportunità per migliorare la propria condizione di salute e non come un sacrificio utile a perdere solo qualche chilo. Ecco perché abbandonare uno stile di vita assolutamente scorretto non potrebbe che portare ad un maggiore beneficio, anche per chi in fondo gode di una forma fisica impeccabile ed è in ottima salute. Gli italiani sono ormai diventati attenti consumatori di prodotti a chilometro zero, che acquistano prodotti dalla filiera corta, direttamente da contadini che garantiscono spesso prodotti dell’agricoltura biologica e quindi assolutamente freschi, ma soprattutto coltivati senza uso di pesticidi. L’Italia, da alcuni anni è diventato un Paese che presta sempre più attenzione all’aspetto salutista, passando dall’alimentazione biologica priva di conservanti, a prodotti per la cura e l’igiene della case privi di ingredienti assolutamente nocivi per la persona. Molti, inoltre, sono appassionati della cucina vegana e vegetariana ed hanno abbracciato oltre che uno stile alimentare supportato, anche una convinzione etica e morale.

    Cosa mangiano i vegani?

    Diffusa in Italia solo da qualche anno, il veganesimo o veganismo inizialmente appannaggio degli hippies che seguivano uno stile di vita e alimentare libero, e successivamente abbracciata anche da personaggi dello spettacolo. Il veganismo consente di cibarsi solamente di alimenti di derivazione naturale e vegetale, rimangono esclusi da tale regime alimentare tutti gli alimenti di origine animale, ma anche i suoi derivati come pappa reale, latte e miele. Sebbene siano molti gli appassionati del regime alimentare vegan, in pochi ne conoscono realmente le restrizioni legate a tale regime alimentare.

    Che differenza c’è tra la dieta vegan e vegetariana?

    Possiamo affermare che dal regime alimentare vegano sono esclusi tutti gli alimenti di origine animale, ma anche i suoi derivati come latte, miele e pappa reale. Al contrario invece chi abbraccia una dieta vegetariana esclude le proteine di origine animali ma non disdegna invece i derivati animali, come il latte e le uova che non sarebbero invece bandite per tale regime alimentare.

    Rispetto a qualche anno fa è sicuramente più semplice trovare dei ristoranti che consentono di non rinunciare a delle cene fuori con amici o con il proprio partner. Mangiare sano a Milano così come a Roma, o a Torino è possibile grazie ai numerosi ristoranti dedicati ad una fetta divenuta abbastanza corposa di affezionati a regimi alimentari sani, come vegetariani, o vegani ma è facile anche trovare dei ristoranti che servono piatti realizzati con prodotti derivati da agricoltura biologica.

     

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  • Biglietto da visita: approccio creativo alla business card

    Il biglietto da visita è vecchio, è antico, non serve, è uno spreco di soldi. Lo dicono in molti, lo sostengono ancor di più: da quando il web ha fatto prepotentemente irruzione nelle vite di ognuno di noi, sembra quasi che tutto ciò non transiti nel mercato digitale sia privo di senso e di utilità. In realtà, le forme più tradizionali di comunicazione aziendale conservano la loro efficacia e importanza, anche perché parte integrante dell’immagine del brand, utile per rafforzare la reputazione di un marchio e la sua autorevolezza.

    La business card è il primo elemento attraverso cui un professionista si presenta. Essa è estensione diretta del lavoratore o della società che rappresenta e non è solo un gadget di cortesia bensì una forma di comunicazione con un ruolo specifico e una sua indiscutibile utilità.

    Pensare in modo originale

    Ci sono due modi di approcciarsi alla realizzazione e stampa biglietti da visita: quello più tradizionale, che va verso la concretizzazione di un prodotto essenziale, chiaro e di facile fruizione; e quello dell’originalità, che punta a un approccio creativo, gioca sull’effetto sorpresa e mira a colpire l’attenzione dell’interlocutore.

    Il mondo della stampa permette ampissimo margine di manovra. Sempre più spesso, capita di reperire in giro bigliettini delle forme più svariate, spesso sviluppati secondo un tema e una fantasia specifici e che fanno riferimento al settore di appartenenza dell’azienda. Una libreria, ad esempio, può sviluppare biglietti da visita a forma di segnalibro o una pizzeria può utilizzare bigliettini a forma di pizza.

    Soluzioni fuori dagli schemi

    Il biglietto da visita può essere trasformato in qualcosa di più, un elemento di design o un accessorio con una sua utilità pratica. Pensiamo, ad esempio, ad un cartoncino cui integrare un Qr Code che rimanda alla pagina web di un servizio online o a un biglietto che si trasforma in elemento di arredo da scrivania. Così facendo, non solo potete assicurarvi che la vostra business card non venga cestinata ma anche che resti nel raggio visivo del potenziale cliente.

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  • Intimo uomo: i capi giusti per preservare la salute

    Quando si parla di intimo uomo, saltano subito alla mente i capi che non possono mancare nel guardaroba del “perfect man“. Fra quelli più usati e conosciuti troviamo la canotta intima, detta anche “maglia della salute” in quanto ripara dal freddo e preserva gli eventuali malanni di stagione, assorbendo il sudore e proteggendo il petto e la schiena.
    Il tessuto è un elemento molto importante nella scelta dell’intimo proprio perché, essendo capi a stretto e diretto contatto con la pelle, devono risultare comodi al punto di avere la sensazione di non averli addosso.

    Il filo di Scozia, ad esempio è un’ottima scelta per quanto riguarda canotte, calze e boxer da uomo. Si tratta di un filato cucirino per maglieria di alta qualità in cotone mercerizzato, un tipo di filato a due o più capi dall’effetto lucido, molto simile alla seta. I capi realizzati in filo di Scozia sono particolarmente consigliati perché vengono prodotti con le migliori fibre di cotone, che garantiscono ai capi resistenza e morbidezza.
    Assolutamente traspiranti e antibatterici:
    -assorbono e disperdono molto più del tradizionale cotone la naturale traspirazione del corpo;
    -antibatterici e antiallergici, (per evitare qualsiasi tipo di prurito o fastidio che spesso altri tessuti, come la lana ad esempio, invece causano).
    Queste sono le caratteristiche principali da tenere presenti quando si parla di acquistare boxer, calze e soprattutto canotte intime.
    I capi realizzati in filo di Scozia, sono piacevolissimi da indossare, hanno una durata davvero incredibile, resistono perfettamente ad ogni lavaggio e mantengono una brillantezza senza eguali. Questi sono i capi perfetti per preservare la salute dell’uomo e per assicurargli il massimo dell’igiene.
    Un uomo attento e con uno stile elegante sceglierà sicuramente i modelli classici e raffinati per un intimo moderno.
    boxer risultano elastici e con vestibilità di semi aderenza al corpo e l’effetto è di assoluta leggerezza, piacevole freschezza e massimo comfort. Ci sono diversi modelli fra cui scegliere, come i boxer shorts classici, la cui apertura davanti è chiudibile con un bottone o una cerniera; i boxer briefs, decisamente più attillati, adattabili secondo le esigenze, possono essere molto lunghi o corti, comodi anche per fare sport o semplicemente da indossare nella vita di tutti i giorni.
    Le calze da uomo hanno la punta e il tallone rinforzati, il modello a maglia rasata, che caratterizza la calza lunga, risulta elegante e molto resistente, con il bordo che non stringe e non segna la gamba.
    La trama del filato e i vari colori disponibili catturano l’attenzione e fanno sì che la calza non sia più considerata un banale indumento, ma diventi anch’essa un capo che fornisce indizi sulla personalità di chi la indossa.
    La canotta intima, a spalla stretta o larga, in base ai gusti personali, è un capo essenziale da indossare sotto la camicia o il maglione, per evitare sgradevoli macchie di sudore e soprattutto per preservare la salute dell’uomo.
    Da un lato assorbe il sudore, dall’altro regola lo scambio di temperatura tra l’esterno e l’interno del corpo, diminuendo così la possibilità di sudare, nella parte più delicata e importante del corpo, quale il tronco.
    L’importante che sia della misura giusta, quindi non troppo stretta perché comprimerebbe il torace e risulterebbe fastidiosa, nè troppo larga perché non assorbirebbe il sudore nel modo corretto; inoltre meglio non tenerla addosso troppo a lungo, ma cambiarla per avere sempre la sensazione di freschezza addosso e di igiene.

  • Canottiera: trendy dalla palestra all’ufficio!

    Un tempo relegata a goffo intimo da nascondere, la canottiera è un capo sexy e di tendenza da quando il celebre Marlon Brando la sfoggiò in “Fronte del porto” rendendola nell’immaginario collettivo per sempre associata all’immagine di uomo virile e affascinante. Nel corso degli anni la moda ha rivisitato e trasformato questo capo più volte, nelle linee e nei materiali, fino a farlo diventare l’icona del casual ma anche passando attraverso una rivoluzione dell’eleganza, presente sotto ogni giacca importante, tanto che persino Barack Obama ne ha fatto sfoggio in Virginia durante l’ultima tappa del suo tour elettorale, appena prima di venire eletto quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti. La canottiera nasce come indumento intimo destinato a proteggere il torace dagli sbalzi climatici ma fa presto il suo ingresso,
    in versione più leggera, nel mondo sportivo, dove viene presto portata alla gloria dalle numerosissime discipline che ne fanno uso, diventando prima l’emblema del canottaggio (da cui ha preso il suo nome, che va a sostituirsi, almeno in Italia, al nomignolo popolare di maglia della salute) e poi nell’ambito del body building e del fitness, dove oggi regna sovrana.

    la canottiera domina il mondo del casual e conquista l’ultima frontiera: l’eleganza dello stile business man

    La canotta sportiva è di particolare tendenza nelle vita di tutti i giorni per lo stile casual, infatti numerosi marchi giovani e di tendenza come H&M, Gap, e Diesel l’hanno accolta come simbolo di un uomo disinvolto, a suo agio in ogni situazione, e che richiama sia lo stile surfer che lo stile indie popolare negli ultimi anni. Gli stilisti invece la propongono in diversi assetti, tutti volti a metterne in risalto i pregi. Si apre una nuova epoca nella sua lunga storia: non più da nascondere, ma da sfoggiare. Dolce&Gabbana ne fanno firma di stile e prestigio dal 2011, la Maison DSquared dedica alla canottiera reinventata in chiave shabby grounge un’intera collezione, e Cosmopolitan dedica intere pagine alla canotta uomo che sarà protagonista di diverse collezioni nella primavera 2017. In palestra la canottiera è il must have definitivo: sfoggiata in diverse forme e colori, aiuta a sottolin
    eare con naturalezza i risultati dei vostri allenamenti, mettendo in risalto la sagomatura delle spalle, la linea degli addominali e dei pettorali. Per lo stesso motivo è riuscita a conquistare quella fetta di mercato che sembrava irraggiungibile: quella altolocata dello stile business man. Già nei primi anni novanta era stata era proposta la novità della canottiera come sottogiacca abbinata a pantaloni gessati, ma questa stravaganza non aveva preso piede nell’ambiente formale. Ma oggi la canottiera, grazie alle ricerche stilistiche e ai materiali ergonomici inventati da Albert Kreuz, è un accessorio immancabile sotto il completo d’affari in quanto grazie alle speciali fibre elasticizzate, ai colori nude e alle finiture ultrapiatte senza cucitura, risulta totalmente invisibile sotto una camicia. Una canottiera veramente elegante e adatta all’ufficio infatti dev’essere disc
    reta e non intravisibile. La canottiera mette in risalto il corpo maschile modellandolo delicatamente, conferendo carattere al portamento della semplice camicia ed è un dettaglio segreto di eleganza che non può mancare in un abbigliamento formale e classico. La profonda scollatura a V garantisce massima versatilità, permettendovi di trasformare il vostro completo da ufficio in un outfit elegante per l’aperitivo semplicemente mettendo via giacca e cravatta e sbottonando leggermente la camicia, in tutta comodità, senza che nessuno si accorga della sua presenza. La canottiera è veramente un segreto di benessere, comfort e bellezza: vi mantiene protetti e asciutti discretamente e riesce a far risaltare le linee del vostro fisico.

  • Alla scoperta degli itinerari gastronomici spagnoli: l’Estremadura in Andalusia

    Chi, parlando della Spagna o di organizzare la prossima vacanza in questa fantastica terra, non ha accennato almeno una volta alla sua cucina tipica e alle specialità culinarie che in queste zone è possibile degustare? Molto spesso amiamo viaggiare anche solo con la fantasia e riproduciamo nelle nostre case i piatti tipici spagnoli più famosi al mondo, come la paella (in tutte le sue varianti di pesce, carne e verdure) oppure le tapas, magari per organizzare una cena a buffet con gli amici.

    Ma certo, mangiare queste prelibatezze direttamente sul posto e preparate dalle mani esperte di chi in quei luoghi è nato e vissuto, davvero ha tutto un altro sapore…

    La gastronomia spagnola tipica dell’Estremadura

    La cultura gastronomica spagnola si avvicina per molti aspetti a quella italiana: il momento del pranzo o della cena è prima di tutto sinonimo di convivialità e relax. Si mangia in maniera abbondante e prendendosi tutto il tempo necessario per poter assaporare almeno due portate, tra una chiacchiera e una risata con la famiglia o con gli amici di sempre. Molti prodotti della terra sono simili a quelli del nostro Paese, per quanto poi lavorati e proposti in modo diverso. La Spagna è uno dei Paesi europei col maggiore numero di ore di sole durante l’anno e questo le garantisce ingredienti tipici della dieta mediterranea, in grado di soddisfare il palato di turisti di diverse nazionalità che scelgono le mete turistiche spagnole per le loro vacanze.

    Olio d’oliva, prosciutto iberico, frutti di mare, vino, formaggi e ortaggi. Rinomati non solo in quanto tali ma soprattutto perché trasformati in piatti succulenti grazie alle ricette della tradizione tipiche di questi luoghi. Basti pensare, per avere un’idea della proposta gastronomica spagnola, all’infinità di sagre locali e feste popolari organizzate in ogni città e in ogni regione. Ogni luogo vuole valorizzare i prodotti del proprio territorio e li propone al meglio al turista, per deliziarlo e farlo rimanere estasiato. Dagli arrosti di agnello, maialino e capretto della Meseta passando per i frutti di mare della Cantabria fino a giungere alle diverse varietà di riso del Levante spagnolo, proposte in diverse ricette e non solo sotto forma della classica paella!

    Da non dimenticare ovviamente il vino, che in Spagna rappresenta un prezioso gioiello di cui andare orgogliosamente fieri.

    Gli itinerari gastronomici più interessanti e appetitosi si trovano nella regione spagnola dell’Estremadura. Quello più conosciuto riguarda il prosciutto iberico: nella zona di Badajoz, ti consigliamo di visitare località come Jerez de los Caballeros, Zafra, Fuente de Cantos e Calera de Leon, per degustare ottimi taglieri di prosciutto, magari accompagnati da un buon bicchiere di vino tinto.

    Altro prodotto tipico dell’offerta gastronomica spagnola è il pimentón, tipo di paprika molto diffuso nella zona di La Vera, per quanto riguarda la Sierra Norte.

    Ovviamente è doveroso segnalare anche la bontà dell’olio d’oliva spagnolo oltre naturalmente alle carni di capretto e agnello e infine ai liquori tipici di Jerte.

  • Referendum Costituzionale: Si vota il 4 dicembre

     La nuova riforma costituzionale è pronta per essere sottoposta al giudizio dei cittadini italiani. Tutti gli aventi diritto sono chiamati alle urne il prossimo 4 dicembre. E’ dal 2014 che in Italia si parla di questa importante riforma costituzionale, richiesta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi l’8 aprile del 2014. Seguendo l’iter previsto dalla legge infine il 20 gennaio 2016 il Senato ha approvato il testo con 180 Sì e 112 No. Per l’approvazione della riforma è necessaria l’approvazione anche da parte dei cittadini, motivo per cui siamo tutti chiamati ad esprimerci il prossimo dicembre.

    Il referendum costituzionale cosa prevede?

    Il referendum 4 dicembre è una situazione unica. L’intera riforma è racchiusa in un quesito unico che non prevede la possibilità di approvare solo in parti specifiche le modifiche come succedeva per il referendum abrogativo. Votando per il Sì o per il No, i cittadini approveranno o non approveranno le modifiche nella loro interezza. Il quesito a cui ci si troverà di fronte è il seguente:

    «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

    Nello specifico per il referendum 4 dicembre cosa si vota? Le modifiche sostanziali sono proposte per il sistema del bicameralismo paritario che vedrebbe maggior potere legislativo alla Camera, riducendo i tempi di approvazione delle leggi e il continuo rimbalzo dei decreti da un organo all’altro. Il numero dei Senatori viene ridotto da 315 a 100, i componenti cambiano la loro natura e appartengono al gruppo di consiglieri regionali e sindaci che percepiranno il loro stipendio come unico indennizzo, ma acquisiranno l’immunità. I tagli ai costi della politica previsti comprendono altresì l’eliminazione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e la cancellazione delle Province dalla Costituzione come mossa per poterle abolire definitivamente in seguito. Viene modificato anche l’art 75 Costituzione ovvero il modo in cui si potranno richiedere referendum e iniziative popolari. A fronte di un maggior numero di firme, la riforma prevede un quorum inferiore e tempi certi per l’esame da parte della Camera.

    Cosa votare dunque al prossimo referendum 4 dicembre si o no? Le posizioni sono opposte ed entrambe con ragioni valide. I sostenitori del Sì si concentrano sullo snellimento delle procedure e sui costi ridotti, mentre chi è contrario alla modifica della Costituzione sottolinea il fatto che la Camera otterrebbe troppo potere, si creerebbe confusione e attrito con le competenze regionali, che i costi andrebbero abbattuti in modo più importante e che i cittadini avrebbero meno possibilità di proporre iniziative legislative con la triplicazione delle firme necessarie.

    Quello del prossimo 4 dicembre è un referendum confermativo, ciò prevede l’assenza di un quorum da raggiungere. La riforma verrà approvata o non approvata in base ai voti, ma non in base al numero di votanti.

    Per approfondimenti visita il sito http://www.referendumcostituzionale.eu/

     

    Man hand with pen over document select Yes or No.
  • Il Back Country: un nuovo stile tutto da scoprire

    Il settore degli sport invernale è in continua evoluzione. Ad ogni stagione invernale sorgono nuove tecniche, nuovi stili e nuove discipline. Questo si preannuncia essere l’anno del Back Country. Scopriamo insieme in cosa consiste, come funziona e tutto quello che serve per praticare questo stile sportivo sulla neve.

    Che cos’è il Back Country

    Il Back Country è una derivazione dello snowboard ed è relativo alla disciplina dello sci nordico,come ci suggerisce wikipedia. La disciplina consiste nel surfare su neve fresca. La particolarità consiste nel modo in cui si raggiunge la vetta della montagna. Niente skilift, seggiovia, ovovia. Per arrivare in cima alla discesa si utilizzano unicamente le proprie forze. Si possono utilizzare dei supporti specifici, ovviamente, come per esempio le racchette da neve, gli scietti o la tavola split. Una volta raggiunta la vetta non resta che lasciarsi scivolare sullo snowboard fino a valle, surfando sulla neve candida e intonsa.

    Attrezzatura per il Back Country

    A seconda di come si sceglie di affrontare la salita serviranno attrezzature differenti. Per la risalita si sceglieranno dunque a piacimento: ciaspole, scietti o tavola split. Possono essere utili anche dei bastoncini da sci alpinismo per aiutarsi nella scalata della salita. In caso si vogliano raggiungere viette piuttosto impervie è consigliato portare con sé anche ramponi, corda e picozza.

    Fondamentale, essendo uno sport che si pratica su neve fresca e fuori pista, è il kit di soccorso con pala e sonde. Per lo stesso motivo è importante indossare il casco protettivo da snowboard, per proteggersi nel caso in cui si incorra in cadute.

    Serve poi la tavola da surf con la quale si intende praticare la discesa di back country che durante la salita deve essere annessa allo zaino da mettere in spalla.

    Abbigliamento tecnico per il Back Country

    Quando si parte per un’avventura di back country è importante scegliere un abbigliamento a strati. L’abbigliamento da back country deve essere idoneo sia alla prima fase di salita che alla seconda di discesa. Le due fasi della disciplina richiedono materiali e consistenze differenti, in quanto lo sforzo e i rischi nei due momenti sono differenti.

    Dal punto di vista tecnico per praticare il back country sono richiesti capi di abbigliamento specifici e a volte la scelta è difficile, fortunatamente sul web ci sono molte guide ed e-commerce per abbigliamento tecnico, come ad esempio Mud And Snow. Innanzitutto si devono mantenere protette le mani sia dal clima rigido che da eventuali cadute. I guanti da back country devono essere dotati di parapolsi integrati che prevengano possibili fratture e sono generalmente realizzati in nylon traspirante, goretex o pelle. La membrana interna dei guanti deve essere anch’essa traspirante meglio se in poliuretano o goretex. Per quanto riguarda invece la fodera interna sono da preferire materiali caldi come la lana o il pile.

    Molto simili devono essere le caratteristiche di giacche e pantaloni per la pratica del Back Country. In primis è fondamentale che i capi dedicati siano realizzati in materiale antivento e impermeabile. Per verificare la perfetta impermeabilità del capo è consigliabile verificare il sigillo delle cuciture tramite adesivo o nastro. Un altro elemento fondamentale per giacche e pantaloni da back country è la traspirabilità, affinché il corpo non rimanga mai umido e bagnato, alcune giacche possono essere dotate di zip ascellari per offrire un ricambio d’aria.

     

  • I fiori più adatti per chiedere scusa

    Il linguaggio dei fiori è articolato, vario e ricco di sfaccettature. Esiste un fiore adatto ad esprimere pressoché qualunque messaggio, nel modo più indicato al contesto e alla persona. Si possono spedire fiori per dichiarare amore, amicizia o per un augurio speciale, per sottolineare una virtù o anche, se avete qualcosa da farvi perdonare, per chiedere scusa.

    Peonia

    La peonia, fiore aggraziato ricco di colori e gradevolissimi giochi di curve e intrecci, è simbolo di vergogna. Una pianta perfetta per dimostrare contrizione e imbarazzo, pentimento sincero per un gesto avventato.

    Giglio bianco

    Il giglio bianco esprime una richiesta di perdono più intensa e è metafora di un punto accapo. Il suo colore latteo evoca l’idea di una pagina bianca da cui ripartire dopo gli errori commessi.

    Calendula

    Nel linguaggio dei fiori, la calendula assume il significato di dolore ed è molto indicato per rappresentare il sentimento proprio di chi prova pentimento e rimorso per un errore, dimostrando di averne perfettamente compreso la gravità con la promessa di non commetterlo mai più. Ma ricordate di tener fede alle vostre promesse o la prossima volta non basterà un bouquet!

    Giacinto

    Nella sua sgargiante e vivace livrea, il giacinto esprime apertura e comprensione; ovvero ciò spera di ottenere colui che è consapevole di aver sbagliato. Un fiore può essere il canale più efficace per scalfire la sua rabbia o delusione puntando sulla dolcezza e la più sincera contrizione.

    Glicine

    Il glicine è un fiore radicato nell’immaginario comune delle civiltà orientali, simbolo di conoscenza e maturità di spirito. Il fiore dal delicato colore violetto ha conservato la propria evocazione più profonda anche in Occidente e, in un senso più ampio, può essere regalato per chiedere scusa, chiedendo un perdono frutto del desiderio di comprendere le proprie ragioni, ma senza tirarsi indietro dal dovere di porgere le proprie scuse.

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  • Fenomeno Jeffree Star: come nasce un nuovo mito pop

    Jeffree Star: ascesa di una nuova icona pop!

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  • Cerchi un nuovo business? Le tabaccherie!

    Identificare un’attività commerciale redditizia, non è cosa facile, soprattutto in periodi di instabilità e di incertezza come quelli che stiamo vivendo da qualche anno.

    Ecco che potrebbe essere interessante consultare i siti delle agenzie immobiliari, e nello specifico, la sezione dedicata alla vendita delle tabaccherie.
    Sì, perchè queste ultime rappresentano un settore che ha risentito, e risente, in maniera “minore”, del momento critico che stiamo attraversando. Certo, anche le tabaccherie hanno visto la domanda di alcuni prodotti calare sensibilmente, ma per fortuna, molti altri si sono aggiunti.
    Parliamo in questo articolo della vendita tabaccherie nel Nordest, ed in particolar modo nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia.

    Molte sono le possibilità, perchè gli esercizi in vendita nei siti più affidabili sono di vario tipo, e si differenziano per

    • le dimensioni del negozio
    • la gamma dei servizi che si possono offrire (lottomatica, sisal,ricariche telefoniche, postepay, gratta e vinci, ecc.)
    • la posizione
    • la presenza o meno degli arredi
    • la possibilità di avere anche un bar.

    Se ad esempio cercate una tabaccheria in vendita a Mestre, il web vi fornirà una serie infinita di proposte, grazie a portali sempre aggiornati e a siti di agenzie immobiliari a Mestre, ricchi di informazioni, foto e dettagli importanti.

    Nel secondo caso, quello quindi delle agenzie immobiliari a Mestre e dintorni, scegliete i siti che contengono il maggior numero di informazioni, foto, dettagli e prezzi, in modo da poter stabilire un contatto con l’agenzia, avendo già una bella quantità di informazioni sotto mano.
    Cercate anche informazioni sulla zona a cui vi state avvicinando, sulle abitudini degli abitanti e sui servizi che potrebbero interessare maggiormente.

    In tabaccheria entrano persone di tutte le età, pertanto i servizi e gli articoli offerti dovranno essere veramente diversificati, e in linea con quelle che sono le richieste del “mercato”. Ecco che diventa importante in un annuncio divendita tabaccherie, a Mestre, così come a Venezia, Treviso, Castelfranco Veneto, indicare il maggior numero di informazioni, senza ovviamente essere prolissi o noiosi.
    Le foto sono molto importanti, perciò prestate attenzione affinchè siano belle nitide, luminose, ma soprattutto “originali”, cioè che rappresentino veramente il locale che è in vendita.

    Certo, i consigli potrebbero essere scontati in queste circostanze, ma quello che suggeriamo sempre di fare è di “prendere informazioni” sul web, cercare eventuali recensioni o commenti negativi sull’agenzia che state visionando così da ridurre il più possibile, il rischio di fregature.

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  • I migliori vini italiani del 2016

    La classifica è quella stilata dal The Winesider Best Italian Wine Awards e i premi per i migliori vini italiani del 2016 sono stati assegnati il 19 settembre scorso in occasione della serata di premiazione presso la Fondazione Cariplo, a Milano. I vincitori saliti sul podio? Al primo posto il Brunello di Montalcino Cerretalto 2010, prodotto da Casanova di Neri; al secondo il Bianco Fiorduva 2014 delle Cantine Marisa Cuomo di Furore (Costa d’Amalfi) e infine -ma non da meno- un Bolgheri Sassicaia 2013 della Tenuta San Guido.

    Ecco i vincitori tra i migliori vini italiani di questo 2016

    Due vini toscani e uno campano dunque, che fanno da apripista ad un elenco che in realtà comprende ben 50 vini in tutto, votati da giudici provenienti da ogni parte del mondo. Tra gli esponenti di spicco della giuria c’erano i tre Master Tim Aktin, Christy Canterbury e Kenichi Ohashi, uno tra i migliori sommelier del mondo Luca Gardini, i critici Andrea Grignaffini, Daniele Cernilli, Antonio Paolini e Marco Tonelli e molti giornalisti tra cui Luciano Ferraro del Corriere della Sera, la spagnola Amaya Cervera, Pier Bergonzi della Gazzetta dello Sport.

    Tra i criteri di scelta ce n’è uno che prevale su tutti: quello dell’assaggio alla cieca. L’unica informazione che viene resa nota per proclamare i migliori vini italiani riguarda l’annata. Per il resto, i giudici vengono invitati ad assaggiare ben 250 vini, che scaturiscono a loro volta da una precedente selezione durata un anno intero. Dopo ogni assaggio, il singolo giudice assegna un punteggio e, ai fini della classifica finale, quello che conta è la somma dei punti di tutta la giuria.

    Un’annata prestigiosa e ricca di novità quindi, a giudicare non solo dall’elevata qualità di ogni vino selezionato ma anche dal costo, che di certo non è tra i più abbordabili (le uniche bottiglie presenti partono da un minimo di 50 euro fino ad arrivare a 400 euro tondi tondi).

    Le nuove tendenze del mondo vinicolo per il 2016? Innanzitutto, si potrebbe dire: il nuovo che avanza. Il 2016 infatti ha sancito l’ingresso di tante nuove etichette sul mercato, il che sta ancora una volta a sottolineare il potenziale enorme che il Made in Italy mantiene in questo campo.

    Altra grande novità di quest’anno è la grande rimonta dei vini bianchi su quelli rossi e rosati, dall’aperitivo fino all’accompagnamento del dolce. Le regioni che vanno per la maggiore sono il Piemonte e la Toscana mentre per quanto riguarda la zona del sud Italia, le uniche ad essere menzionate sono la Sicilia e la Sardegna (oltre alla Campania ovviamente che, come visto, si è aggiudicata il terzo posto).

    Una new entry che stupisce piacevolmente è quella dell’Alto Adige: a parte le numerose cantine regionali rientrate nella speciale top 50, la regione si è aggiudicata numerosi premi e riconoscimenti, tra cui quello dell’ Alfiere del Territorio, consegnato alle cantine Pacherhof; il Miglior Vino Pop assegnato al Caciara 2015 e infine il premio al miglior sommelier assegnato a Francesco Cioria del Ristorante San Domenico di Imola.

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