Cavani, Dio e i soldi

Edinson-Cavani

Qualche anno fa il Napoli ha comprato un esterno dal Palermo di grande prospettiva: non un campione, ma un uomo di sostanza, che corre tanto e segna poco. L’allenatore di allora, Mazzarri, per scelta o per scommessa, lo ha piazzato al centro dell’attacco e… boom, il miracolo!!! Lo ha trasformato in una macchina da gol.

L’uomo in questione si chiama Edinson Cavani e si è subito presentato come uomo religiosissimo, attaccato alla moglie (bionda e angelica) e alla famiglia. Arrivato a Napoli, si è subito lasciato andare a dichiarazioni di santità e devozione. I tifosi avevano trovato l’uomo perfetto in cui identificarsi: il “family man” proveniente dalla parte povera del mondo come Maradona, ma molto più sobrio, semplice… e non attaccato ai soldi.

Quanto Maradona era irregolare, sbalestrato e (si è scoperto alla fine) tossico, tanto Cavani è un bravo ragazzo, un uomo di fede di cui fidarsi.

Sarà colpa di Napoli-Gomorra?

Cavani, sempre più fenomeno, mentre tira fuori prestazioni da extraterrestre, lascia intravedere la propria “umanità”: prima nella vita privata, innamorandosi di una ragazzetta di San Marco Evangelista, poi lasciando la moglie e i figli, tradendo la sua immagine di uomo di Dio, di devoto padre di famiglia, di irreprensibile goleador buono.

Eppure i Napoletani hanno continuato a giustificarlo. “L’amore è cieco… e poi, se si è innamorato di una campana, sicuramente resterà a Napoli”… “Dicono che abbia comprato casa a San Marco Evangelista”… ”Tante squadre lo vogliono, ma lui preferisce Napoli”.

Preferisce Napoli, certo. “Napoli a vita” era un titolo di qualche anno fa, quando ancora non aveva fatto tanti gol e non aveva mandato anti baci al cielo, prima dell’esplosione dell’affetto della gente.

Prima che a Parigi dicesse: ”Napoli è nel mio cuore, ma volevo andare più in alto“.

Ottimo, Edi: ora non puoi che cadere.

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