Doping: Fuentes è disposto a dire i nomi.

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Questa brutta storia di doping ha inizio nel 2006, quando furono arrestati dalla Guardia Civil spagnola molte personalità dello sport, tra cui il medico  Eufeminio Fuentes, la cui professionalità era già fonte di molte discussioni nell’ambito sportivo, ancora prima che l’Operacion Puerto lo identificasse come il perno dell’ìorganizzazione.

L’accusa, che lo vede tuttora sotto processo, è di reati contro la salute pubblica: nel 2006 in Spagna non esisteva una vera legge antidoping,  l’accusa fu formulata con questo capo d’imputazione. Nei giorni seguenti all’arresto, la polizia sequestrò molte sacche di sangue e plasma, trovate nello studio in cui lavorava: sopra di esse c’erano etichette con codici identificativi, che le ricollegavano agli atleti; la Guardia Civil riuscì a decifrare solo alcuni di essi, tutti riconducibili a ciclisti dell’epoca, tra cui Alberto CoutadorJan Ullrich e Ivan Basso.

Durante il processo sono emersi dati inquietanti: la lista degli sportivi coinvolti non riguarda solo l’ambito ciclistico, anzi lo stesso Fuentes ha dichiarato che esso ricopre solo il 30% del suo lavoro, tra i suoi “clienti” c’erano anche tennisti, atleti e calciatori. Molte ombre sugli ultimi successi spagnoli in campo sportivo, soprattutto calcistico. L’ex Presidente del Real Sociedad,per esempio, ricorda di aver pagato al medico somme consistenti per pratiche e sostanze  mai certificate e, forse per coincidenza o forse no, suddette spese risalgono all’anno in cui la squadra arrivò, sul fil di lana, seconda per un soffio dopo il Real Madrid.

Ma non è tutto, il nome di Fuentes emerge anche in un’altra inchiesta, denominata Operacion Galgo del 2010, ma questa volta l’accusa è di doping. Il processo è quasi finito, il pm ha chiesto una condanna di due anni per Fuentes, il quale controbatte con un grosso macigno:

“Se l’agenzia mondiale dell’antidoping me lo chiede, io potrei anche fornire la lista di chi veniva da me, posso dire i nomi dei miei clienti se servirebbe!”.

Sarebbe quindi pronto a collaborare, svelando i nomi dei restanti codici non ancora identificati, nomi e volti di atleti, ciclisti, tennisti e calciatori che andavano da lui per “curarsi”. Una dichiarazione questa, che unita a quella di sua moglie, l’ex atleta velocista Cristina Pérez Diaz, fa tremare il mondo sportivo. La donna nel 2008 dichiarò che era a conoscenza di fatti che avrebbero fatto crollare lo sport spagnolo, tutto questo lancia una freccia di pessimismo e a noi non rimane che chiederci: se arriverà lo tsunami Fuentes chi si salverà dallo scandalo?

 

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