Effetto Balotelli sulla corsa Champions

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Al momento del suo acquisto all’entusiasmo dei tifosi rossoneri si era accompagnato, su parte dei media, un certo scetticismo.

Certo, Mario Balotelli rappresenta presente e futuro del calcio italiano. Ha tutto: tecnica, potenza fisica, carisma, margini di miglioramento. C’è solo quel piccolo problemino…non è uno stinco di santo. E per una squadra in fase di ricostruzione, all’anno zero di un nuovo ciclo, sorbirsi anche il lato peggiore dell’effetto-Balo non è esattamente il massimo.

Inoltre l’ambiente rossonero ben ricorda i malumori e le problematiche dell’ultima fase della permanenza dell’altro bad boy Antonio Cassano a Milanello. Niente più sorrisi, battute e facezie varie. Solo poco impegno e, dulcis in fundo, parole di fuoco verso Galliani ed una società che, è nei fatti, lo ha restituito al calcio d’alto livello dopo l’intervento al cuore. Ora la patata bollente è passata all’Inter, e puntuale come la nebbia a Milano dopo mesi idilliaci è arrivata la prima Cassanata.

Nulla vieta che possa succedere fra qualche tempo alla corte di Allegri con SuperMario, ma al momento i risultati sul campo parlano chiaro.

L’oriundo bresciano viaggia al ritmo di più di una rete a partita, vince le gare praticamente da solo, si sacrifica in fase difensiva (un inedito) ed ha trascinato il Milan al terzo posto, con il Napoli a portata di tiro per una piazza d’onore che avrebbe del miracoloso. Balotellate, al momento, zero (se si esclude il piccolo screzio con i vigili in aereoporto agli albori della nuova avventura a Milano. Inutile chiedersi come sarebbe finita con lui aBarcellona (si sapeva dall’inizio che non avrebbe potuto giocare in Coppa), ma lecito nutrire qualche piccolo rimpianto.

I maligni dicono che metta in ombra ed in difficoltà psicologica quella che fino a gennaio era la freccia più affilata nell’arco milanista: Stephan El Shaarawy. Può essere, ma il calo di rendimento del Faraone, più che alla presenza di Mario, va forse addebitato alle molte energie spese per mantenere a galla il Milan nella prima parte di stagione. Con un Balotelli in più dall’inizio ed una più uniforme gestione delle energie, è assai probabile che oggi l’italo-egiziano sarebbe stato più brillante.

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