F1 a Suzuka: Fernando Alonso cauto, attende la gara

Fernando Alonso

Mancano solo sei GP alla fine della stagione e i per i piloti a caccia del titolo mondiale ogni gara è decisiva. Lo sa bene l’attuale capoclassifica Fernando Alonso, cauto nelle dichiarazioni e nello scoprire le proprie carte in pista già dalle prime prove libere: undicesimo alla mattina e quinto al pomeriggio. Ferrari in crisi? Troppo presto per dirlo, visto che le qualifiche fanno storia a sé, ma il gap in prova dello spagnolo e la ritrovata forza degli avversari diretti sono dati di fatto.

A questo punto del campionato, per Fernando Alonso gli avversari più temibili sono Vettel (a soli 29 punti di distacco nel mondiale) ed Hamilton (52 punti ma in grande forma), più l’incognita del regolarista Kimi Raikkonen (a 45 punti).

Come detto, Fernando Alonso ha scelto di tenere un profilo basso in vista del Gran Premio del Giappone: “E’ un piccolo miracolo essere al comando del campionato al momento. Abbiamo fatto tanta strada dalle prime sei gare, quando non riuscivamo ad accedere nella Q3 ed eravamo 1,5 secondi più lenti rispetto ai migliori. Adesso la monoposto è migliorata e andiamo a podio molto più regolarmente e siamo più ottimisti, ma dobbiamo vedere cosa possiamo fare da qui alla fine”.

“Se vinciamo il titolo, sarà un miracolo, ma se non ci riuscissimo avremmo comunque fatto del nostro meglio, perché credo che fino a oggi abbiamo disputato 14 gare perfette – ha proseguito l’asturiano della Ferrari -. Non dobbiamo quindi commettere errori nelle ultime sei, mantenere la calma e portare a casa più punti possibili la domenica: qualche volta saremo quarti, altre volte secondi. Dipende dalla corsa, dipende da quale rivale sta facendo cosa, vediamo se saremo aggressivi o difensivi in gara. A Singapore, per esempio, siamo stati aggressivi alla partenza per compensare una brutta qualifica, ma nelle battute finali Button e Vettel erano troppi avanti e non aveva senso correre rischi”.

Fernando Alonso commenta poi i cambiamenti di squadra avvenuti in settimana, con il ritiro di Michael Schumacher che ha liberato il posto in Mercedes a Lewis Hamilton e Sergio Perez, allievo della scuola Ferrari, approdato in McLaren. “Credo sia normale per i piloti cambiare, fa parte della loro carriera – spiega il ferrarista -. Quando le indiscrezioni erano iniziate a circolare, avevo detto che era positivo per Lewis andare avanti. Per quanto riguarda la McLaren, hanno già vissuto questa situazione prima, con Prost, con Senna, con me, e adesso Lewis. Sono passati quattordici anni dall’ultimo titolo Costruttori vinto dalla McLaren, a volte in stagioni in cui hanno avuto la migliore vettura, e sono sicuro che Lewis voglia vincere. Ha fatto un grande lavoro con la McLaren, ha vinto gare e conquistato un titolo, ed è considerato uno dei migliori piloti. Mi aspetto che sia molto competitivo il prossimo anno con la Mercedes e un reale contendente per il campionato”.

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