F1 in Canada: vince Hamilton, Alonso tradito dalle gomme

Fernando Alonso in Canada

Il Gran Premio del Canada non sconfessa il leitmotiv di questa stagione di Formula 1, regalando il settimo vincitore diverso in altrettante gare disputate. Stavolta a salire sul podio è uno dei top driver più attesi, quel Lewis Hamilton sin qui altalenante, ma che riparte da Montreal con il morale alle stelle per la conquista della vetta nella classifica del mondiale piloti. Ora a quota 88 punti, Hamilton scalza dalla leadership Fernando Alonso (86 punti), beffato nel finale di gara dal brusco decadimento delle coperture e da una strategia di gara fin troppo azzardata.

Scivolato in quinta posizione sul traguardo, il pilota spagnolo non può che rammaricarsi per quanto accaduto: “Oggi abbiamo cercato di vincere la gara ma la scommessa fatta puntando sulla sosta unica non ha pagato – ha commentato Fernando Alonso a fine gara -. Quando Hamilton è rientrato ai box per la seconda sosta abbiamo scelto di provare a giocarci le nostre carte: ora è facile dire che dovevamo fare quella scelta ma avrebbe significato non provarci nemmeno e avremmo potuto anche perdere la posizione su Vettel”.

Nell’ultima parte di gara, Alonso perdeva qualcosa come 4 secondi al giro sui primi. “Gli ultimi giri sono stati lunghissimi – confessa l’asturiano della Ferrari -: le gomme hanno avuto un calo improvviso ed ero troppo lento per riuscire a difendermi da chi stava rinvenendo alle mie spalle. Il mio ingegnere mi diceva di resistere ma non c’era modo di riuscirci. Il vero problema di oggi è stato il degrado degli pneumatici, non certo la strategia: quest’ultima al massimo ci è costata una posizione ma non dimentichiamoci che era stata proprio la strategia a permetterci di passare davanti a Vettel alla prima sosta”.

Ad ogni modo, Fernando Alonso e la Ferrari tornano dal Canada con la certezza di avere una F2012 finalmente competitiva, anche in condizioni d’asciutto. Manca ancora la velocità pura, dove la McLaren ha qualcosa in più di tutte le altre vetture, ma la rossa è finalmente tornata a dire la sua in termini di prestazioni. “Per la prima volta quest’anno non abbiamo soltanto cercato di minimizzare i danni anzi abbiamo mirato al bersaglio grosso – rilancia Alonso -: è un segnale positivo e ora lo dobbiamo confermare a Valencia e a Silverstone”.

Se Alonso può rammaricarsi le il finale di gara, per Massa c’è invece la consapevolezza di aver gettato al vento un buon piazzamento per un testacoda che possiamo definire “evitabile”. Lo sa anche il brasiliano che dice: “Sono arrabbiato con me stesso per quell’errore alla curva 1 e chiedo scusa alla squadra e ai tifosi. Ho toccato il cordolo e mi è partito il posteriore senza che me lo aspettassi. E’ stato frustrante perché lì ho perso il treno del gruppo dei migliori: potevo finire tranquillamente fra i primi cinque, visto come andava oggi la macchina. Dopo il testacoda avevo delle vibrazioni negli pneumatici, il che mi ha obbligato a fermarmi in anticipo … Mi dispiace perché abbiamo dimostrato di essere competitivi rispetto ai nostri principali avversari: ora siamo lì a lottare con loro, cosa che non accadeva fino a poche gare fa”.

  1. Lewis Hamilton su McLaren-Mercedes, 1:32:29.586
  2. Romain Grosjean su Lotus-Renault, +2.5 sec
  3. Sergio Perez su Sauber-Ferrari, +5.2 sec
  4. Sebastian Vettel su Red Bull Racing-Renault, +7.2 sec
  5. Fernando Alonso su Ferrari, +13.4 sec
  6. Nico Rosberg su Mercedes, +13.8 sec
  7. Mark Webber su Red Bull Racing-Renault, +15.0 sec
  8. Kimi Räikkönen su Lotus-Renault, +15.5 sec
  9. Kamui Kobayashi su Sauber-Ferrari, +24.4 sec
  10. Felipe Massa su Ferrari, +25.2 sec

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