Flavia Pennetta, il grande ritorno: dalla crisi al trionfo a Indian Wells

Prima italiana a entrare nelle Top Ten nel 2009, Flavia Pennetta sembrava ormai destinata a una definitiva parabola discendente. A metà della stagione 2013 il morale era sotto i tacchi, e la classifica la vedeva addirittura fuori dalle prime 100. La brindisina era rimasta ferma ai box per molti mesi, a causa di un brutto infortunio al polso destro con relativa operazione, e il ritorno in campo non aveva portato buone prestazioni. Tutt’altro. Poche vittorie, tante sconfitte, e foschi pensieri di ritiro che iniziavano a fare capolino nella sua mente. “Se nelle prossime settimane non arriveranno risultati di rilievo, potrei pensare di smettere“, dichiarava la stessa Pennetta all’inizio di Wimbledon 2013.

Da quel momento, però, la musica cambia. A Londra Flavia approfitta di un tabellone favorevole, raccoglie il ritiro della Azarenka e si spinge sino agli ottavi di finale. Perde con la Flipkens, ma la fiducia inizia a tornare, e con essa la voglia di crederci e provarci ancora. Da lì inizia la seconda carriera della Pennetta: tornano le vittorie, la classifica assume connotati più accettabili, e durante i successivi Us Open la pugliese sorprende tutti ottenendo ciò che mai aveva raggiunto: la semifinale in un torneo del Grande Slam.

Lo straordinario risultato newyorchese restituisce definitivamente a Flavia il sorriso perduto, e l’inizio della stagione 2014 prosegue sull’onda della positività, come confermano i quarti di finale raggiunti agli Australian Open, al termine di una maratona vinta con la Kerber. Il meglio, però, deve ancora arrivare: a Indian Wells la Pennetta sconfigge una dopo l’altra Stosur, Stephens, Li e Radwanska, vincendo un torneo che nessuna tennista italiana mai aveva vinto. Un trionfo meraviglioso e meritatissimo, che riporta a ridosso delle Top Ten una Pennetta più bella e brava che mai. Applausi a scena aperta.

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