Formula 1: in Cina vince Rosberg, Ferrari ancora lenta sull’asciutto

Rosberg e team Mercedes alla fine del GP di CIna

La felicità a fine gara di Norbert Haug, uomo chiave dell’attività sportiva Mercedes, la dice lunga sull’andamento del Gran Premio della Cina, dove a dominare sono state le vetture della Stella tedesca. Se la vittoria di Nico Rosberg riporta la Mercedes sul gradino più alto del podio a distanza di ben 57 anni dall’ultima vittoria delle frecce d’argento, l’en-plein della Casa di Stoccarda si completa con il secondo e terzo posto ottenuto dalle McLaren-Mercedes di Jenson Button e Lewis Hamilton, senza dimenticare il weekend sempre al vertice di Michael Schumacher, tradito solo dai meccanici ai box quando si trovava in seconda posizione. L’ex ferrarista, infatti, è stato costretto al ritiro per il cattivo fissaggio di una gomma.

Un discorso a parte va fatto per le Ferrari e soprattutto per Fernando Alonso che arrivava in Cina dopo la splendida vittoria sul circuito bagnato della Malesia. A Shanghai, sull’asciutto, sono emersi tutti gli attuali limiti della rossa di Maranello e, a dire il vero, stavolta a far cilecca è stata anche la strategia di gara. Probabilmente troppe le tre soste per una vettura ancora in ritardo rispetto alla concorrenza, anche se a guardare il risultato di Felipe Massa (2 pit-stop per lui), poco si sarebbe potuto fare in ogni caso.

Sul traguardo, Fernando Alonso non va oltre il nono posto, mentre Massa deve addirittura accontentarsi della 13esima posizione, a ben 42,7 secondi da Rosberg. Nonostante tutto, per alcuni tratti della gara Alonso è stato tra i protagonisti di vertice, salvo poi scivolare dietro nella battute finali, dopo il terzo cambio gomme, quando è rimasto imbottigliato dietro un gruppetto di macchine ed è anche finito fuori dal tracciato lasciandoci almeno due o tre posizioni.

Per la Ferrari ed il resto del circus della Formula 1 c’è ora un’ultima gara in trasferta: il 22 aprile, il prossimo fine settimana, si corre in Bahrain e poi si torna in Europa il 13 maggio per il GP di Spagna. Al Montmeló tutti i team, compresa la Ferrari, porteranno grosse novità sulle vetture e i valori in pista potrebbero essere riscritti ancora una volta.

Guardando al Mondiale Piloti, la classifica premia ora la costanza della McLaren, con Lewis Hamilton che comanda con 45 punti, contro 43 del compagno di squadra Jenson Button. Scende al terzo posto l’ex leader Fernando Alonso, ora a quota 37 punti, davanti a Mark Webber e Sebastian Vettel su Red Bull, rispettivamente a 36 e 28 punti.

“Sapevamo che sarebbe stata una corsa difficile e così è stato – ha dichiarato il ferrarista Fernando Alonso a fine gara -. Siamo stati sempre nel traffico, senza avere la possibilità di sfruttare il potenziale della vettura, e quando si sta dietro ad altre vetture le gomme si rovinano molto più facilmente. Avendo scelto di fare tre soste era chiaro che saremmo stati costretti a fare dei sorpassi ma con la velocità di punta che abbiamo si è rivelato praticamente impossibile sul rettilineo principale mentre io mi sono dovuto inventare dei sorpassi in altri punti del tracciato dove riuscivo a sfruttare al meglio la vettura”.

Il pilota spagnolo guarda poi al quarto Gran Premio della stagione :”Ovviamente, questo non mi rende molto ottimista per il Bahrain, una pista dove trazione e velocità sono fondamentali, proprio le aree in cui siamo più carenti. Anche la prossima settimana dovremo cercare principalmente di limitare i danni. Oggi non voglio pensare alla classifica perché la priorità è il miglioramento della prestazione della F2012. Questo non significa però che abbia perso le speranze, tutt’altro … In Spagna avremo delle novità importanti ma anche gli altri ne porteranno e quindi non è che mi aspetto il miracolo di andare un secondo più forte rispetto agli altri”.

Se il morale di Fernando Alonso è calato drasticamente dalla gara in Malesia a quella in Cina, per Stefano Domenicali c’è invece l’amara consapevolezza di un ritardo che va colmato il prima possibile: “Siamo delusi, inutile negarlo – ha spiegato il Direttore della Gestione sportiva Ferrari -. Avevamo il potenziale per ottenere un risultato migliore di questo ma non ci siamo riusciti. La mancanza di velocità di punta, uno dei punti deboli di questa F2012, ha impedito soprattutto a Fernando di sfruttare al meglio una strategia che, ad un certo punto, lo aveva messo in condizione di lottare per un posto nei primi cinque. Felipe ha puntato sulle due soste, contando su un degrado degli pneumatici degli avversari che però si è verificato soltanto per poche vetture … Abbiamo avuto tre vincitori diversi in tre gare, con delle alternanze di prestazioni che sono cambiate per alcune vetture di gara in gara in maniera molto significativa. In questa fase dobbiamo fare il massimo in pista e sfruttare tutte le opportunità ma il lavoro più importante va fatto a Maranello, soprattutto sullo sviluppo aerodinamico. Bisogna accelerare l’introduzione delle novità e cambiare marcia. E’ un campionato lunghissimo ed imprevedibile, in cui le cose possono cambiare molto velocemente”.

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