Formula 1: grande Alonso ma il campione è ancora Vettel

Sebastian Vettel su Red Bull

Alla fine, tra il vincitore Sebastian Vettel e Fernando Alonso ci sono appena 3 punti di distacco in classifica, così pochi che chiunque al posto del ferrarista avrebbe potuto recriminare per come sono andate le cose. Tutti, forse, ma non Alonso: “E’ stata una stagione da 10! Se dovessi ripetere queste venti gare non cambierei nulla di quello che abbiamo fatto la squadra ed il sottoscritto: nessun errore, nessun problema meccanico, zero problemi al pit-stop, zero sbagli di strategia”.

Di fronte alla superiorità di Sebastian Vettel e della Red Bull, almeno in termini di performance assolute, lo spagnolo della Ferrari sa bene di avere fatto tutto il possibile per la conquista del Campionato del Mondo, un titolo mai così vicino dopo i primi giri del Gran Premio del Brasile, quando il rivale tedesco si è ritrovato in fondo al gruppo per un incidente che, per poco, non avrebbe potuto mandarlo fuori gara ridisegnando così ogni possibile scenario finale. Come già nel recente passato, però, Vettel ha dimostrato di essere diventato un pilota coriaceo oltre che velocissimo, capace di rimonte impensabili. Così, tra incidenti e pioggia a intermittenza, anche a Interlagos è riuscito a cavare il più classico ragno dal buco, conquistando una sesta posizione che vale oro… e ovviamente il titolo mondiale.

Fernando Alonso avrebbe potuto fare di più? Difficile dirlo, soprattutto vesto le qualifiche ancora deludenti. La seconda posizione in Brasile è stata guadagnata con determinazione e la vittoria, finita nelle mani di Jenson Button, sarebbe comunque rimasta un miraggio se Lewis Hamilton e Nico Hulkenberg non avessero deciso di fare a sportellate quando si trovavano in testa con ampio vantaggio. Lo sa Fernando Alonso che, sfiorata l’impresa, sa di avere dalla sua una squadra già pronta per la rivincita del prossimo anno, come conferma anche la terza posizione di Felipe Massa.

Il titolo non lo abbiamo certamente perso oggi ma a Spa o a Suzuka – commenta Alonso riferendosi ai due incidenti che, col senno di poi, gli sono valsi il titolo -. Non ho chiuso il campionato con il maggior numero di punti ma ho vinto molte altre cose, come il rispetto di tutto il mondo e l’aver messo d’accordo tifosi e colleghi su chi è stato il migliore quest’anno. Sono orgoglioso del mio lavoro: lo ero stato l’anno scorso, quando ero finito quarto, e lo sono quest’anno, quando ho lottato fino alla fine”.

Come due anni fa, una storia che si ripete: “Oggi è molto diverso rispetto ad Abu Dhabi – prosegue l’asturiano della Ferrari -: lì c’era stata la frustrazione per aver mancato un’opportunità, qui abbiamo dato il massimo gara per gara. Sento felicità dentro di me: ho lavorato giorno dopo giorno con la squadra, per chi mi paga alla fine del mese e che, oggi, deve essere orgoglioso di quello che abbiamo fatto … Cosa chiedo alla squadra per il 2013? E’ facile rispondere, una macchina più veloce ma soprattutto vorrei rivedere quell’impegno e quella professionalità che ho visto quando la squadra ha reagito alle difficoltà iniziali”.

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