Formula 1: Hamilton beffa Alonso e le Red Bull in Germania

Lewis Hamilton

Doveva essere l’attacco di Fernando Alonso alle Red Bull, ma in Germania a sferrare la zampata è stato Lewis Hamilton, primo sul traguardo proprio davanti al pilota della Ferrari. Quel che più conta è che l’egemonia di Vettel e della Red Bull sembra essersi interrotta ed ora ogni Gran Premio fa storia a sé.

Certo, la classifica piloti ci parla di un Vettel in fuga, ma il quarto posto del tedesco nella gara di casa lascia presagire che per lui non si tratterà di una passeggiata verso il titolo, come invece sembrava fino a un paio di settimane fa.

Nella classifica piloti, Vettel conduce ora con 216 punti, davanti al compagno di squadra Webber con 139, Hamilton a 134, Alonso a 130 e Button a 109: a 9 GP dalla fine è tutto ancora aperto.

Arrivato a 3,9 secondi da Hamilton, Alonso tira le somme di una gara in chiaroscuro: “Dopo un secondo posto come questo è facile dire che si poteva fare meglio ma sono comunque molto soddisfatto – commenta il pilota della Ferrari -. Dobbiamo migliorare in qualifica perché sul passo di gara siamo molto forti, non credo che lo si possa mettere in discussione. Oggi tutto è andato bene: partenza, pit-stop, strategia. Manca ancora qualcosa il sabato, perché ieri eravamo tre o quattro decimi indietro ma ho fiducia che anche su questo fronte faremo dei passi avanti”.

“Hamilton oggi è stato più veloce e quindi complimenti a lui e alla sua squadra – prosegue Alonso -: quando ero alle sue spalle stavo spingendo al massimo ma non riuscivo ad avvicinarmi molto. Eppure ero riuscito ad uscire davanti a lui dopo il secondo pit-stop ma non avevo assolutamente aderenza ed è riuscito a superarmi all’esterno: immediatamente si è preso un paio di secondi di vantaggio. Oggi siamo stati chiaramente superiori alla Red Bull sul piano della prestazione e questo è un fatto importante, considerato dov’eravamo all’inizio del campionato. Ciò non vuol dire che sarà lo stesso nelle prossime gare ma che la situazione è tornata nella norma”.

E sul campionato: “La classifica? Non la guardo ma se c’è una possibilità è quella di finire sempre sul podio sperando che Vettel non faccia altrettanto. Perché ho parcheggiato la macchina a bordo pista alla fine? La squadra mi ha chiesto di spegnere il motore per motivi precauzionali ma per fortuna c’era Mark vicino a me che si è fermato per darmi un passaggio. Non so come abbia fatto a sentire che stavo spegnendo la macchina: forse si è collegato via radio con il mio ingegnere!”.

  1. Lewis Hamilton, McLaren-Mercedes, 1:37:30.334
  2. Fernando Alonso, Ferrari, +3.9 secs
  3. Mark Webber, RBR-Renault, +9.7 secs
  4. Sebastian Vettel, RBR-Renault, +47.9 secs
  5. Felipe Massa, Ferrari, +52.2 secs
  6. Adrian Sutil, Force India-Mercedes, +86.2 secs
  7. Nico Rosberg, Mercedes, +1 Lap
  8. Michael Schumacher, Mercedes, +1 Lap
  9. Kamui Kobayashi, Sauber-Ferrari, +1 Lap
  10. Vitaly Petrov, Renault, +1 Lap

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