Gambling: chi sono i maggiori player del mercato?

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Il gambling, ovvero il gioco d’azzardo, si svolge sempre più online, con operatori del settore che puntano tutto sui siti internet, attraendo giocatori con offerte dedicate. Si mette a disposizione un codice promozionale, come fa ad esempio Titanbet, proponendo giocate gratis oppure l’aggiunta di credito rispetto alla quota versata per assicurarsi la partecipazione ai diversi giochi. Sebbene il settore si sia affacciato a internet in ritardo rispetto agli altri ambiti economici, ora una grande percentuale di scommesse si svolgono via computer, stando comodamente seduti a casa. Le pagine web, però, sono state create anche per essere utilizzate su dispositivi mobili e ci sono le applicazioni a cui si può accedere con estrema facilità e con un’iscrizione in pochi passi. A dimostrare l’incremento dell’uso, dovuto all’immediatezza, ci sono i dati relativi alla spesa dei giocatori nel 2015. Gli appassionati e coloro che desiderano tentare la fortuna lo scorso anno hanno fatto registrare un fatturato di 821 milioni di euro, con una crescita del 13%. In questo contesto le migliori performance le hanno offerte i casinò games, con un incremento di entrate pari al 27%, seguite a poca distanza dalle scommesse sportive con il 25%. Va precisato, rispetto al secondo dato, che il 2015 non ha visto la realizzazione di eventi sportivi di particolare rilevanza. In un mercato con segni positivi, però, risulta esserci qualche decremento, come ad esempio il trend del poker online, in perdita del 18%, il bingo e le scommesse virtuale in decrescita del 7%. Lo Stato invece prosegue nel guadagno, raggiungendo il 23%, con un valore di 205 milioni di euro.

Lo Stato non è l’unico player del gioco online e offline, ma una delle tante possibilità che i consumatori hanno per scommettere e provare a cambiare le proprie condizioni economiche con vincite importanti. Sono davvero tante le imprese, famose del gambling online, con giochi di vario genere e una sezione dedicata alle scommesse calcistiche e sportive in genere, soprattutto grazie agli accordi fatti con le squadre principali della serie A, a garanzia di un aumento delle possibilità per i frequentatori di siti e agenzie. La crisi ha lasciato spazio agli scommettitori, spinti a cercare chance di vincita ovunque per superare la mancanza di denaro.

Il mondo dei player è molto variegato, sebbene siano accomunati dall’esigenza. In crescita è il numero di giovani e dei giovanissimi. Le nuove tecnologie hanno semplificato le procedure d’accesso e il 54% dei ragazzi compresi tra i 14 e i 18 anni ne ha approfittato almeno una volta, giocando sui siti dedicati e con le App dei vari operatori. Il 63% di loro è di sesso maschile e la maggioranza studia presso istituti tecnici. A fornire tali numeri è Nomisma, dopo aver condotto la ricerca Young Millennials Monitor, portando alla luce le abitudini di più di 3 milioni di studenti italiani delle scuole secondarie superiori. Il 35% di loro opera in maniera occasionale, mentre una volta al mese a giocare è il 19% dei ragazzi. Il 10% ha una frequenza decisamente elevata, con perdite importanti. Il 60% dei giovani non gioca una seconda volta, mentre il 4% insegue addirittura le perdite. Ciò costituisce un problema nel rapporto tra i giovani e l’azzardo, costituendo un rischio di patologie da dipendenza.

Tra i 20 e i 35 anni di età si preferisce invece i social casino games, dove si interagisce, ovvero si svolgono partite tra persone diverse sedute allo stesso tavolo virtuale, ognuno dal proprio computer. Le persone tra i 45 e i 60 anni, e oltre, sono una fascia importante del gambling, ma prediligono il gioco offline, ovvero le agenzie di scommesse, in cui possono seguire lo sport e puntare denaro sui risultati delle squadre di calcio, sui cavalli e sui diversi eventi sportivi in Italia o all’estero. L’età non è l’unico parametro su cui si basano le ricerche del settore. Nel 2015 i giocatori attivi sono stati 665 mila, contro i 640 mila dell’anno precedente. Una percentuale superiore alla metà dei player si affida al gambling saltuariamente. Il 75% dei giocatori abituali affronta una spesa mensile di 50 euro. A fornire ulteriori ragguagli sul profilo del giocatore online è il Politecnico di Milano, che ha stilato le caratteristiche principali, conducendo un apposito studio. Ad usare il computer sono principalmente gli uomini di età compresa tra i 25 e i 44 anni, con residenza nell’Italia centro-meridionale. Negli ultimi due anni sono aumentate le donne che hanno fatto ricorso ai siti di gioco d’azzardo, ma in generale sono ancora poche coloro che si affacciano alle scommesse e ai game con premi in denaro.

La legge ha contribuito a ridurre i concessionari del gioco online, passati da 121 del 2013 a 85 del 2015. Da un lato ci sono state acquisizioni e fusioni, dall’altro il mancato rispetto delle normative vigenti, con violazioni di vario genere, che hanno portato a provvedimenti severi da parte delle autorità competenti. A dividersi la maggior parte del mercato, comunque, sono 10 operatori, i principali. Su questi 6 sono attivi come player, ovvero operanti solamente sui canali digitali. Le applicazioni per telefoni mobili sono cresciute del 40% nel 2015 rispetto al 2014. Ciò è dovuto al miglioramento dell’offerta attuata dai brand più grandi. L’e-sport, originario di Corea e Usa, inoltre, ha dato un contributo a questa crescita. Si tratta di bookmaker internazionali che permettono di puntare su qualsiasi disciplina sportiva, unendo la passione per lo sport al desiderio di trasformare le vittorie sul campo in introiti economici.

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