Hydrofoil kite, la sfida nella sfida.

hydrofoil

 

Aria e acqua sono gli elementi che, da sempre, l’uomo tenta di dominare. In realtà non c’è riuscito ma, quanto meno, ha trovato diversi modi per conviverci. Una delle coesistenze più adrenaliniche e dinamiche consiste in una attività ludica, che i più classificano “sport estremo”: il “kitesurf

In realtà, è una moderna versione della sfida che l’uomo ingaggia con se stesso. Infatti, il neofita per diventare adepto deve trasformarsi in unacerniera umana tra acqua e cielo: sopra, 25/30 metri di sottilissime “linee”  fissate ad un aquilone che va dai 5 ai 22 metri quadrati; sotto, una “kiteboard” che taglia l’acqua del mare, come il bisturi taglia un foglio. In mezzo, appunto, la “human zip” sempre attenta a non farsi catapultare in acqua.

Come se tale complessità non bastasse, “sotto al sotto”, si applica un’appendice, una chiglia stretta e sottile alla cui base c’è  una T rovesciata: nasce la specialità “hydrofoil, navigare sospesi a circa 50 centimetri dall’acqua. Il principio è quello degli aliscafi che in velocità non toccano più l’acqua, la solcano con le loro appendici. Nel nostro caso, le ali dell’appendice ci sostengono in acqua, la tavola ci sostiene in aria e, quindi, all’inizio si fa “kitesurf” ma, planando, la tavola si alza dall’acqua! Se nel “kitesurf” il margine di errore è pressoché inesistente ed è quasi  nulla la perdonabilità, nella specialità hydrokite” tutto viene esasperato: è riservata soltanto a chi, da tempo e con ogni tempo, “show to be kitable”.

Regala senso di libertà e leggerezza: l’aquilone tira, la tavola non si bagna ed il “kiter”, nel mistico silenzio che solo il mare sa dare, naviga sospeso un gradino in più verso il cielo. Non è  solo un miracolo della tecnologia, è la vittoria della sfida nella sfida!

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