Il trionfo del tedesco Ciolek in una Milano-Sanremo d’altri tempi

Gerald_Ciolek,_jugo.it

Le avverse condizioni climatiche hanno contribuito a rendere ancora più affascinante questa corsa, nota come la “Classica di primavera“.

Di primavera, nell’edizione di quest’anno, se ne è vista ben poca: lungo il percorso, i ciclisti hanno trovato neve in abbondanza, pioggia e vento gelido. Uno scenario che ha fatto tornare alla memoria degli appassionati di ciclismo altre giornate storiche, come la Milano-Sanremo del 1910, oppure le tappe del Giro d’Italia del 1956 sul Monte Bondone e del 1988 sul Gavia.

Gli organizzatori si sono visti costretti dapprima a sospendere la corsa, visto lo scatenarsi di una vera e propria tempesta di neve sul Passo del Turchino, posto al km. 142 di gara, e quindi a predisporre un percorso alternativo, vista l’impraticabilità anche della salita delle Manie.

Dopo 117 km di corsa, arrivati ad Ovada, i corridori sono stati fatti quindi salire su appositi pullman e la gara è ripresa, dopo circa un’ora di stop, da Cogoleto. Al comando, a quel punto, c’erano sette corridori con un vantaggio di 7’10″ sul gruppo.

La fuga dei sette è durata fino a 30 km dall’arrivo, poi sulla discesa della Cipressa è entrato in azione il campione del mondo Philippe Gilbert, autore di un allungo che ha portato al comando un gruppetto di 9 corridori. Tra loro, anche il grande favorito della vigilia, lo slovacco Peter Sagan, e lo svizzero Fabian Cancellara, oltre all’italiano Paolini ed al francese Chavanel.

Arrivati in sei sul longomare di Sanremo, la volata ha visto prevalere il tedesco Gerald Ciolek su Sagan e Cancellara. Quinto Paolini, migliore degli italiani, preceduto da Chavanel.

Una vittoria prestigiosa non solo per il ciclista tedesco, ma anche per la sua squadra, il team sudafricano MTN-Qhubeka, la cui presenza in gara era stata resa possibile solo grazie ad un invito (wild-card) da parte degli organizzatori.

Forte di questo successo, il team potrà proseguire nella sua attività di promozione del ciclismo nel continente africano, per raccogliere fondi destinati a donare biciclette ai tanti bambini che  ancora oggi sono costretti a fare lunghi percorsi a piedi per poter andare a scuola.

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