MotoGP: Dani Pedrosa vince a Sepang, ma Lorenzo non molla

Valentino Rossi sul bagnato di Sepang

Il Gran Premio della Malesia era stato presentato come uno dei più caldi della stagione, complice la sfida per il titolo e le motivazioni di fine stagione, ma a stemperare l’atmosfera ci ha pensato un diluvio così intenso da costringere i commissari di gara ad alzare la bandiera rossa a sette giri dal termine. Gara sospesa e, visto il perdurare dell’acquazzone, mai più ripresa.

Può dunque sorridere Dani Pedrosa, in testa al momento dello stop, anche se col senno di poi avrebbe preferito portare a termine la gara. La sua vittoria, infatti, non vale quanto sperato, considerato il secondo posto di Jorge Lorenzo, primo pilota a richiedere lo stop per pioggia quando aveva Casey Stoner alle calcagna. Ad ogni modo, la sospensione della gara è sembrata più che legittima, considerate le condizioni improponibili della pista e la fitta serie di cadute.

Guardando alla classifica mondiale, ora Lorenzo conduce con 23 punti di vantaggio sul rivale, con il titolo della MotoGP che si deciderà nei due gran premi finali di Phillip Island (Australia) e Valencia (Spagna). Il distacco tra i due contendenti è ancora elevato, ma Dani Pedrosa sa di poter contare sulla forma della sua Honda e sul ritrovato compagno di squadra Stoner, sicuro protagonista nella sua Australia dopo i guai fisici che lo hanno tagliato fuori dalla lotta per il titolo.

E le Ducati? Valentino Rossi e Nicky Hayden tornano dalla Malesia rispettivamente con il quinto e quarto posto. Due buoni piazzamenti, favoriti anche dalle cadute degli avversari, che dimostrano però come la nuova Ducati abbia perso qualcosa in competitività sul bagnato, il suo forte ad inizio stagione.

“La nostra gara non è stata male perché sono partito molto bene pur essendo indietro, in quarta fila e in seguito sono riuscito ad essere abbastanza veloce – ha commentato Valentino Rossi a fine gara -. Giravo con Dovizioso e Stoner quando purtroppo ho cominciato ad avere qualche problema di appannamento alla visiera e, in quelle condizioni estreme, con poca luce e tanta acqua, ho fatto tanta fatica”.

“Ho commesso un errore alla curva sette, e sono stato fortunato a non cadere perché è lo stesso punto in cui sono scivolati Dovizioso, Spies e poi Bradl – ha spiegato Rossi soffermandosi sull’improvviso scivolamento a metà classifica – . Senza quell’errore potevo arrivare quarto perché, onestamente, Stoner era un po’ più veloce di me, soprattutto nel T2. In generale non è andata comunque male. Certo sarebbe piaciuto a tutti finire la gara, ma c’era davvero troppa acqua. Penso che la decisione di fermarla sia stata giusta perché in queste condizioni le moto rischiano di fare acquaplaning e si può cadere in ogni curva”.

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