MotoGp da incubo: Marco Simoncelli muore a Sepang, dinamica da brivido

Marco Simoncelli in sella alla Honda del Team Gresini

Nessuno si sarebbe potuto immaginare un epilogo peggiore per la stagione MotoGP 2011 che, a una settimana dall’assegnazione del titolo Mondiale a Casey Stoner, attendeva le ultime due gare del calendario senza particolari pressioni. Sepang e Valencia, poi tutti al lavoro per il 2012, ma non è andata così.

A ricordarci amaramente che il motociclismo è uno sport vissuto sempre sul filo del rasoio, nonostante lo spettacolo offerto dai simpatici centauri del nostro tempo, ci ha pensato l’inaspettabile di Sepang: la tensione dei primi giri, Marco Simoncelli che perde il controllo della moto in curva e la caduta con il casco del giovane pilota italiano che si sfila come non avrebbe mai dovuto. A terra e inerme, Simoncelli viene travolto da due dei piloti più esperti del circus: l’americano Colin Edwards e il grande amico Valentino Rossi.

Per il Sic, o Supersic come veniva amichevolmente chiamato il pilota romagnolo, non c’è nulla da fare. Arrivato al centro medico già in arresto cardiocircolatorio e con evidenti segni dell’impatto con gli altri piloti, Marco Simoncelli è morto cancellando in un sol colpo il Gran Premio della Malesia, la storia di uno dei campioni più promettenti della MotoGP e soprattutto la vita di un ragazzo giovanissimo ed amante della vita. Ad aggravare una situazione già drammatica per se stessa, ci sono anche le ripercussioni su tutti i piloti del motomondiale, in particolare su Colin Edwards e Valentino Rossi, involontari protagonisti di uno dei momenti più bui di questo sport e di quello italiano in generale.

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