Nadal l’immortale: l’eterna lotta fra il bene e il male

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Rafael Nadal proprio in questi giorni si trova nuovamente messo alla prova in quella che è la superficie per lui più ostica: il cemento, in particolare quello di Flushing Meadows, sede del torneo US Open, perso in finale nel 2011 contro il rivale Novak Djokovic.

Dal primo Grande Slam vinto nel 2005, a Parigi, di anni ne sono passati molti e il tennis si è evoluto sempre più verso un gioco di resistenza, fisico, potenza e difesa, grazie proprio all’avvento del tennista spagnolo. Per questo stile di gioco, sebbene sia innegabile l’efficacia, Rafa non è visto di buon occhio dai puristi del gioco, che vorrebbero Roger Federer vincitore in eterno. Purtroppo per loro lo svizzero, superati i trent’anni da un pezzo, non riesce più a stare al passo dei primi in classifica -sebbene riesca a regalare sempre grandi colpi e lezioni in ogni suo match (nel primo set contro Nadal a Cincinnati sembrava di vedere davvero un Federer d’altri tempi)- e tutte le speranze dei denigratori del Re della Terra Rossa sono ormai riposte in Djokovic (già primo nella classifica ATP), giocatore dai pochissimi punti deboli, che come un giovane paladino della giustizia, partendo ‘dietro’ -con un bilancio di 21 sconfitte e 15 vittorie contro lo spagnolo- cerca di raggiungerne e superarne i record.

Chi dava già per finito il regno ‘malefico’ di Nadal nel 2011, dopo due anni di tendiniti alle ginocchia, strappi addominali, virus influenzali e sconfitte contro il serbo su pressochè qualsiasi superficie (ad eccezione della terra del Roland Garros, torneo che Rafa non ha dimenticato di vincere dopo l’unica sconfitta nel 2009 contro Federer) ora però dovrà ricredersi: dopo aver riagguantato la seconda posizione in classifica, e ‘aggiustate’ in via definitiva le ginocchia, Nadal si è dato da fare vincendo Montreal e Cincinnati, tornando mostruosamente in forma e con un obiettivo preciso: vincere il secondo titolo US Open.

Battere questo Nadal, sorprendentemente vivo, richiederà una prova certamente eroica e Novak Djokovic, unico in grado di fermarlo, si trova esattamente dal lato opposto del tabellone: ora non possiamo far altro che attendere con ansia lo scontro finale.

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