Petacchi annuncia il ritiro: storia di un campione a fine carriera

Giro d'Italia 2011

Dopo 178 corse vinte nel ciclismo professionistico, le maglie di tutte e tre le classifiche a punti delle grandi corse a tappe Ale-jet decide di spegnere i motori e scendere dalla bici.

La decisione, a sentire le sue dichiarazioni, potrebbe essere temporanea ed il campione spezzino non esclude un possibile ritorno nel mondo del ciclismo, come direttore sportivo ma, perché no, anche in sella.

Alessandro Petacchi nasce a La Spezia il 3 gennaio 1974 ed è nel circuito professionistico dal 1996. Professione sprinter di razza, Ale ci ha sempre abituato ad aggredire il traguardo con le sue volate fatte di potenza, decisione e cattiveria. Nella primavera del 2013, però, in seguito alla Milano-Sanremo, una delle corse più prestigiose del circuito mondiale, la decisione di rescindere il contratto con la sua squadra attuale, la Lampre, a causa della mancanza di stimoli nuovi.

Proprio la Milano-Sanremo si può definire la sua gara, lui che l’ha corsa quindici volte e l’ha vinta nel 2005 e che non esita a definire la sua vittoria più bella “senza alcun dubbio”. Lo stesso Alessandro ammette che in quell’anno, il 2005 appunto, “si è visto il Petacchi più forte”, capace infatti di alzare le braccia ben ventiquattro volte (comprese tre tappe della Tirreno-Adriatico, quattro tappe del Giro D’Italia e quattro della Vuelta Espana).

In una recente intervista Ale guarda indietro nei suoi diciassette anni di carriera e fa il punto della situazione inquadrando il 2006, l’anno del brutto infortunio al ginocchio, come il periodo più buio; d’altra parte il rimpianto più grande risale al mondiale 2002 in cui Petacchi si sentiva in piena forma ed in grado di vincere ma la squadra era stata costruita per il capitano Cipollini (che poi raggiunse la vittoria finale): “ero in forma perfetta, potevo vincere ma i patti erano chiari ed è stato giusto che la volata l’abbia fatta Cipollini”.

Proprio di Cipollini si parla quando Alessandro deve nominare il suo avversario più forte anche se non nega che “quello che dava più fastidio per caratteristiche era McEwen”.

Intanto ci si appresta ad entrare nel vivo della stagione ciclistica senza uno come Petacchi che del gruppo ha fatto la storia e di cui, ne siamo certi, si sentirà la mancanza.

 

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