Riusciranno Conte e Mazzarri ad imporsi in Europa con il 3-5-2?

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Le quattro semifinaliste di Champions League (prime nei rispettivi campionati, Liga e Bundesliga) non adottano questo schema, né le prime due squadre della Premier League hanno mai giocato così.

Che futuro hanno dunque le due squadre italiane che presumibilmente disputeranno la Champions League l’hanno prossimo? Porteranno questa ‘rivoluzione tattica’ nel resto del continente o dovranno riconsiderare qualcosa?

Personalmente ho cominciato a nutrire dei seri dubbi sull’efficacia del 3-5-2 guardando il Napoli in Europa l’anno scorso, ma poi ci sono due episodi di Juventus-Bayern Monaco, quarto di ritorno della Champions League 2012-2013 che sono stati un’illuminazione: in ben due occasioni è stato il cursore di fascia destra Padoin (uno dei 5 del modulo di Conte) a chiudere Mandzukiç e Muller con perfette ‘diagonali’, neutralizzando in scivolata e di testa due chiare azioni da rete.

Dove erano stati risucchiati i 3 difensori centrali Bonucci, Barzagli e Chiellini? Per quale motivo nessun centrale si era occupato dell’attaccante avversario? La Juve è stata sempre elogiata per avere una condizione psico-fisica eccellente, eppure contro il Bayern sembrava in affanno.

A mio modo di vedere è proprio il modulo in questione a portare gravi squilibri a centrocampo ed in difesa che si palesano soprattutto quando la squadra viene attaccata in velocità e deve aggredire ricompattandosi rapidamente.

Il calcio è un gioco antico e da sempre si vince con il 4-4-2 di ‘sacchiana’ memoria o il più attuale 4-2-3-1 dei vari Mourinho, Klopp, Heynckes: ci vogliono i terzini che spingono e le ali che coprono, i centrocampisti che corrono 90 minuti e gli attaccanti che aiutano e non mi sembra che ci sia schema in grado di coprire meglio il campo.

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