Roma – Manchester, un lunedì da derby

Totti-Giggs

Roma e Manchester, così diverse per storia, clima, lingua e folklore.

Manchester dentro Roma nell’impero che arrivò al vallo di Adriano, Roma inglobata e vendicata calcisticamente da Manchester quando in Champions la squadra di Ferguson ne fece sette a quella allenata da Spalletti. Due storie di due città divise dagli stessi colori, il rosso e il celeste.

Il rosso dei Red Devils, il rosso della lupa capitolina simbolo della Roma. Il celeste dei Citizens, dei fratelli minori che ormai con l’arrivo degli arabi sono divenuti sempre meno inferiori fino a vincere la Premier proprio di un’incollatura sui Devils, e il celeste del cielo dove vola l’aquila della Lazio, il cielo che guarda in alto come il nord, come la curva dei suoi tifosi più caldi.

Due derby, due partite. Due mondi che si sono affrontati nella giornata meno calcistica di sempre, il lunedì. United contro City, prima contro seconda. Roma contro Lazio, quinta contro sesta. Ed è proprio questo che in un derby si dimentica, la classifica, le statistiche, i punteggi, il passato.

Perché nella stracittadina, nell’industriale città inglese come in quella eterna ciò che conta è vincere, in qualsiasi modo, a scapito di tutto, per arrivare a quello successivo con il sorriso, memoria dell’esultanza passata. E in questo lunedì di aprile, mentre le bandiere di tessuto hanno sventolato alte, altre due in campo hanno avuto sorti così diverse.

Le maglie rosse di Totti e Giggs, lupi e diavoli da sempre, hanno deciso ancora una volta, nel bene e nel male, anche il risultato. Totti ha pareggiato su rigore il gol di Hernanes, Giggs ha regalato il pallone che ha portato al gol del vantaggio del City di Milner.

In parità quello di Roma, tre punti invece per un City che ormai ha lasciato la Premier allo United, ma che potrà sempre dire, almeno fino al prossimo, la città è mia!

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