Rugby mercato: il ritorno di Bergamirco in Italia

Rugby Union - RBS 6 Nations Championship 2011 - England v Italy - Twickenham

L’ultima immagine di Bergamirco, chiamato così per praticità essendo anche suo fratello un noto rugbista (il flanker Mauro Bergamasco), è stata l’uscita dallo stadio Artemio Franchi di Firenze in ambulanza. Era il 24 novembre 2012: rottura del ginocchio sinistro durante il test match tra Italia e Australia. Un brutto colpo per il classe 1983: operazione e stagione finita. Senza squadra, il Racing Métro di Parigi ha deciso in primavera di non rinnovargli il contratto, il nome di Bergamasco è stato spesso accostato ad alcuni team giapponesi con elevatissimi budget, ma dal tasso tecnico modesto, eccetto per la presenza di alcune stelle del rugby mondiale a fine carriera.

Il Rovigo, nobile decaduta del rugby italico, era da tempo sulle tracce dell’azzurro e ai rumors di giugno ha fatto seguito, il 1° luglio, la firma del giocatore. La proverbiale ciliegina su una torta, ossia la campagna acquisti, succulenta: vestiranno il rossoblu nella stagione 2013/2o14, tra gli altri, Manon, Ragusi, Rodriguez, Roan e Ngawini. Calcolato in oltre 1.6 milioni il monte salari per la prossima annata. Era da tempo che in Eccellenza non si vedeva una società con una capacità di spesa così elevata. Proprio in piena crisi, mentre molte formazioni, tra le quali Crociati Parma e Cavalieri Prato, rischiano si scomparire sommerse dai debiti.

La scelta di Bergamasco, in ogni modo, è comprensibile: ristabilirsi definitivamente dall’infortunio vicino a casa, è nativo di Padova, cercare di recuperare la nazionale, magari con qualche presenza come permit player nel Treviso in Celtic League (il campionato che vede di fronte franchigie scozzesi, gallesi, irlandesi e per l’Italia la Benetton e le Zebre), e vincere lo scudetto con i bersaglieri (storico soprannomeno dei rugbisti rodigini). Per questi motivi il Giappone può attendere.

Il come back di Bergamirco, forse, restituirà ottimismo al rugby italiano, ma è ben lungi dall’essere la panacea dei mali che lo affliggono: perché per una corrazzata che si sta formando, il Rovigo, vi sono moltissimi team a un passo dall’esclusione dalle competizioni per non aver ottemperato al pagamento degli stipendi dei giocatori e gli stadi sono quasi sempre deserti, ad eccezione per gli impegni della nazionale. L’ala azzurra, che in passato è stata selezionata anche per il XV ideale di alcune edizioni del Sei Nazioni, avrebbe forse meritato palcoscenici più importanti per il suo ritorno.

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