Serie A verso lo sciopero: posizioni distanti sul contratto collettivo

Calcio

Mancano appena tre giorni ai primi anticipi e ancora non si vedono spiragli nella querelle tra calciatori e società. Per Damiano Tommasi, presidente dell’associazione dei calciatori, al momento non esisterebbero le condizioni affinché le quadre possano scendere in campo tra sabato e domenica.

E le dichiarazioni della Lega Serie A non sembrano aprire spiragli: “L’Assemblea della Lega Serie A ha respinto a larga maggioranza (18 contro 2 società, ndr) l’idea di aderire al testo già firmato dall’AIC considerandolo non sufficiente”, ha spiegato Beretta.

Il presidente della Lega Serie A ha poi precisato che le società non hanno sottoscritto l’accordo firmato dai calciatori perché “non integrato al punto 4, con l’inserimento dell’eventuale contributo straordinario esclusivamente a carico del calciatore, e al punto 7, prevedendo l’autonomia dello staff tecnico nell’organizzazione degli allenamenti”.

Le posizioni sono dunque distanti e, in caso di sciopero, i tifosi rischiano di dover prolungare la loro dieta di calcio per altre due settimane. Ricordiamo, infatti, che la Serie A si fermerà già alla seconda giornata per gli impegni della Nazionale.

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