La stagione complicata di Alex Del Piero: il capitano si confessa

Alessandro Del Piero

Mancano poco alla fine della Serie A e alla finale di Coppa Italia e per Alessandro Del Piero è arrivato il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. L’addio annunciato con largo anticipo dalla società, insieme alle continue testimonianza d’affetto dei tifosi, hanno creato un clima surreale intorno al capitano della Juventus che, dal canto suo, non ha mai lesinato impegno e determinazione in campo.

Dal 30 giugno,salvo clamorose sorprese dell’ultimo minuto, Alex Del Piero non sarà più un giocatore della Juventus. Nessun ritiro però, il 37enne fuoriclasse di Conegliano intende continuare a giocare, proprio come ha fatto Raúl González Blanco, ex capitano e bandiera del Real Madrid passato ai tedeschi dello Schalke 04 sul finire di carriera.

Intervistato da Vanity Fair, Alessandro Del Piero parla del presente e del futuro, approfittando dell’uscita del suo libro “Giochiamo ancora”, titolo che la dice lunga sull’Alex-pensiero. Tutto comincia con un “Cosa farò da grande?”, domanda che il calciatore si è posto ad inizio carriera e che torna oggi, alla non più giovane età di 37 anni.

“Allora non ebbi il coraggio di scrivere: il calciatore – spiega Del Piero -. Mi vergognavo del mio sogno, perché non mi sembrava un lavoro vero. Dissi che sarei stato elettricista come mio padre Gino, oppure camionista, o cuoco. Oggi, a quella domanda, posso rispondere che le mie partite non sono finite”.

A differenza di allora, Alex Del Piero ha imparato ad essere orgoglioso del suo sogno: “Sì, perché – ‘come ho scritto nel libro’ – io non sono quello che pensano di me un allenatore o un presidente, io sono quello che dimostro di essere, sono quello che io stesso penso di me. Per primo saprò quando dovrò smettere, ma non ancora: la mia passione per il gioco è troppo viva”.

Ha scritto di non aver pianto, come avrebbe voluto, per la morte di suo padre: “Ho il rammarico che non abbia conosciuto i miei figli, il dispiacere di non avergli detto ‘ti voglio bene’ qualche volta di più. La sua morte è il dolore più grande della mia vita”. Il segreto del continuo impegno di Alex Del Piero è anche dovuto ad un’infanzia vissuta in una famiglia come tante: “Non eravamo poveri, ma dovevamo fare economia. Il senso della parsimonia mi è rimasto.(…) Oggi sono uno di quei bambini che può comprarsi tutti i giochi che vuole, ma tanto il suo preferito resta il pallone”.

Ora si parla di Juventus e del fatto che avrebbe preferito finire la carriera alla Juventus: “Era quello che sognavo. Questi vent’anni sono stati ricchi di emozioni, con momenti straordinari e a volte duri: ho provato il brivido di scrivere quasi tutti i record bianconeri. Ormai però le cose sono cambiate”.

Eppure, visti gli ultimi gol in Coppa Italia con il Milan e in campionato, Alex non ha perso il vizio di essere decisivo, nonostante la tanta panchina di questa stagione: “La più complicata della mia vita – così la definisce il campione -, perché mi ha messo di fronte a una realtà che non avevo mai conosciuto: la realtà di chi gioca poco o niente. Nessuno pensa di meritare l’esclusione, e per quanto io abbia sempre pensato che se gioca un altro vuol dire che se lo merita, questo non significa rinunciare a lottare per conquistare quel posto”.

Ora la domanda scottante: come ci è rimasto quando Andrea Agnelli, già in ottobre, ha annunciato che lei non avrebbe fatto parte della Juventus nel 2013? “Mi ha sorpreso – risponde Del Piero -. Ma un capitano non deve mai dimenticare i suoi doveri e quello che rappresenta. La Juventus è impegnata al massimo per vincere campionato e Coppa Italia. Non abbiamo bisogno di polemiche, che del resto non hanno mai fatto parte della mia carriera”.

L’amore dei tifosi richiede una conferma: sarà davvero il suo ultimo anno alla Juventus? “Dal 30 giugno sono senza contratto. Non so immaginare il mio futuro, è un cambiamento enorme e un po’ mi spaventa, perché sarebbe come andare via di casa una seconda volta. Ma lo vivo come i videogiochi che mi piacevano da ragazzino: un nuovo livello da superare”.

Infine un accenno alla recente tragedia in campo di Piermario Morosini, il calciatore del Livorno stroncato da un malore sul terreno di gioco. “Davanti a una morte così assurda provo un senso di sgomento – commenta Alex Del Piero -: la storia personale di Piermario rende questa tragedia ancora più inaccettabile, ci fa riflettere su quanto relativi siano i problemi di tutti i giorni, e quali realtà di vera sofferenza ci circondino. Non conoscevo Piermario ma tutti lo ricordano come un giovane buono, capace di superare le difficoltà della vita anche attraverso il calcio. Lo sport che, per tutti noi che ne viviamo, dovrebbe essere sempre e solo gioia condivisa in campo”.

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